IL DESERTO E LA CATTEDRALE

È l’unico caso al mondo in cui si porta il deserto alla cattedrale, di solito è il contrario. Infatti si suol dire “una cattedrale nel deserto”. Si deve però riconoscere che trasportare un po’ di deserto è molto meno impegnativo che costruire una cattedrale.

Al di là delle battute e non discutendo dei gusti personali, è difficile non rilevare che la rinnovata piazza Don Minzoni è fuori contesto proprio in quella che, secondo l’Amministrazione, avrebbe dovuto essere la sua funzione principale, cioè riportare la chiesa al centro dell’attenzione. E se l’intenzione era davvero quella, allora avrebbero dovuto allestire un sagrato dedicato alla chiesa.

In questo progetto di riqualificazione del piazzale antistante la chiesa, è mancata la capacità di trasformare quell’area in uno spazio collettivo. Pur rimanendo un area all’interno della quale è possibile esprimere una molteplicità di usi e comportamenti, resta di fatto priva di una definizione formale, una componente fondamentale per rendere identificabile uno spazio.

Le porzioni di verde vanno a sagomare uno spazio informe, privo di un’asse direzionale prevalente. Di fatto, la facciata principale della più importante chiesa di Bellaria non viene esaltata a causa dell’incapacità di affermarsi come elemento centrale della piazza antistante, essendo l’ingresso della navata centrale della chiesa disallineata rispetto al varco prospiciente. Un intervento che evidenzia l’attenzione verso gli spazi verdi da parte di Anthea, più che la maestria verso la qualità del progetto urbano.

Adesso appare come un monolito isolato dal resto della piazza. Sono due corpi estranei, la chiesa, addirittura, appare impoverita, meno attraente, meno invitante. Non c’è intimità e risulta difficile percepirne il senso religioso.

La piazza è desolatamente vuota e non basterà l’ombra dei platani a riempirla. Ci sarebbe voluta una fontana, magari quella bellissima progettata da Tonino Guerra, ma anche quella, in questa piazza, sarebbe stata fuori contesto. Difficile riempire quel vuoto che probabilmente farà la felicità dei ragazzini in monopattino. Finirà che si faranno dei concertini, anzi, ne abbiamo contezza, o peggio ancora qualche mercatino.

Queste considerazioni non esulano dal giudizio architettonico. Veniamo quindi al “Genius Loci” un termine che ultimamente qualche politico sta usando, ma ne conoscono il vero significato? Nel tempo moderno, genius loci è divenuta un’espressione adottata in architettura per individuare un approccio fenomenologico allo studio dell’ambiente, interazione di luogo e identità. Con la locuzione di genius loci si intende individuare l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, una città. Un termine quindi trasversale, che riguarda le caratteristiche proprie di un ambiente interlacciate con l’uomo e le abitudini con cui vive questo ambiente. Suole indicare il “carattere” di un luogo, legato a doppio filo alle peculiari caratteristiche che in esso si affermano, includendovi opere (siano esse materiali o immateriali) così come enti e individui, cui i fruitori associano un particolare legame storico-culturale che rende unico e immediatamente riconoscibile tal luogo agli occhi del mondo. Ecco, a nostro modesto parere, tutto questo non è stato rispettato.

L’abbattimento delle piante, in un’epoca in cui si cerca di salvare il verde, è un pugno in faccia ai cittadini che mai si erano lamentati di quella piazza nella quale, al contrario, si identificavano.

Ma si sa, la politica deve far vedere che qualcosa fa, e quale miglior teatro di una piazza in centro? Sappiamo che Filippo è una brava persona, ma altrettanto siamo convinti che non può agire come vuole. La piazza appartiene alla comunità, non se ne può disporre a proprio piacimento.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci

1 Commento su "IL DESERTO E LA CATTEDRALE"

  1. Picconatore | 29/06/2021 at 0:44 | Rispondi

    Da tempo osservo molta confusione nei ruoli… infermieri esperti di turismo, medici esperti di urbanistica…tanti tuttologi che si s’inventano esperti di ciò che non sanno. Mi viene giusta una domanda <> la risposta sta nel risultato ottenuto.

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