COME VORREI LA SCUOLA

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Gentile Direttore,

la ringrazio per avere aperto il dibattito sulle scuole a Bellaria Igea Marina. Condivido l’analisi e vorrei dare il mio contributo.

Ho lavorato nelle scuole del nostro Comune per oltre trent’anni, presso il Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria di Bologna per undici, sono stata assessora alla scuola e alla cultura durante l’ultimo mandato del sindaco Scenna. In tutte queste esperienze ho sempre avuto la certezza che nelle nostre scuole hanno operato professionisti capaci e appassionati, dal dirigente agli insegnanti, dal personale di segreteria ai collaboratori scolastici. Vorrei aggiungere tutto il personale del Comune che via via si è occupato di organizzare e collaborare con la scuola, dai funzionari agli autisti degli scuolabus e a coloro che si sono occupati della mensa scolastica e della manutenzione.

Tutte queste persone ed i genitori pensavano e pensano che i nostri bambini e ragazzi abbiano diritto alla migliore scuola possibile, sia come edifici, sia come didattica, che come servizi in generale. Dopo momenti di forte espansione della popolazione scolastica per i fenomeni di immigrazione interna ed internazionale, oggi ci troviamo in una situazione di decrescita, questo è un momento favorevole per poter pensare con più facilità ad una strategia globale che pensi a tutti gli ordini di scuola, dal nido alla scuola media e per tutto il territorio comunale. Non ha senso ed è poco economico pensare mettendoci una pezza, magari costruendo palazzine al posto delle scuole eventualmente dismesse senza avere un’attenta consapevolezza dei numeri, delle proiezioni per il futuro, delle reali necessità delle scuole.

I punti cruciali

  • Le due scuole medie e le segreterie dei due istituti nello stesso edificio che senso hanno? Doveva essere una situazione per otto mesi, massimo un anno ed invece dopo tanti anni sono ancora lì, con gli spazi sottratti ai laboratori e al fiore all’occhiello della “Domus” che accoglieva i ragazzi con disabilità grave e dava loro e ai compagni di scuola un luogo famigliare dove realizzare attività e laboratori inclusivi. Doveva essere costruita una scuola media ad Igea Marina, costruzione finita nel nulla dopo essere stata sbandierata per anni. Ha ancora senso avere due Istituti Comprensivi?
  • Costruire una scuola già asfittica per le tre scuole primarie di Bellaria in una zona già fortemente trafficata e pericolosa per i pedoni ed i ciclisti che cosa aggiunge ai nostri bambini? Non sarebbe meglio avere un piano di demolizione e ricostruzione dei plessi esistenti? In questo modo si manterrebbe la funzione sociale di aggregazione delle scuole sia per i bambini che per i genitori. I giardini delle scuole opportunamente sistemati rappresenterebbero un polmone verde. Un vero luogo di aggregazione sociale e di identità.
  • Vogliamo parlare della Ternana? È una scuola in una posizione fantastica dove sarebbe facile realizzare una “scuola sul mare” sul modello delle scuole nel bosco. Purtroppo l’edificio richiede lavori notevoli essendo sorto molte decadi fa e non con la destinazione a scuola. Il Comune deve tenersi stretto questo capitale per i nostri bambini ma si deve avere un programma per la sua messa in sicurezza ed il suo ammodernamento.

Per tutte le scuole ricordiamoci che per la didattica è importante avere aule ampie, laboratori e spazi esterni per potere ricorrere alle aule all’aperto, quando il tempo lo permette. Non dimentichiamo che gli edifici debbono essere belli ed accoglienti, costruiti per le età specifiche che intendono accogliere, con una progettazione tale da rendere gli spazi flessibili e con impatto energetico zero.

                                                                     Alga Franciosi


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci

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