LE CRITICHE PROIBITE

Ci riferiamo a Gabriele Bucci, il quale non gradisce le critiche anche se non le risparmia agli altri, ma con una differenza: lui non fa mai i nomi, il che, già di per sé, dà un’idea della sua statura politica.

Comunque sia, vogliamo ricordare a Bucci che esiste il diritto di critica, come esistono quelli delle libere opinioni e del libero arbitrio.

Tutto questo senza voler dare degli ignoranti a chi le critiche gliele muove, come al contrario ha fatto lui (ma, come sempre, senza fare nomi).

Io stesso mi definisco un ignorante, perché più cose imparo, più mi rendo conto di quante cose ignoro.

Detto questo, da libero pensatore, mi esimo dal fare proposte limitandomi a osservare i comportamenti di chi rappresenta i cittadini in Consiglio comunale.

Per onestà intellettuale non mi sento di diventar complice di chi illude e disattende le aspettative dei suoi elettori, di chi ha bisogno di un palcoscenico per recitare la parte del demiurgo politico che tutto sa e tutto comprende.

Con tutta probabilità Bucci non sarebbe in Consiglio comunale se Belligea avesse pubblicato poco prima della campagna elettorale un certo articolo. Se pubblicato, probabilmente quell’articolo avrebbe sciolto le alleanze che Bucci stava costruendo. Con il risultato che Bucci non sarebbe stato candidato come Sindaco.

Bucci è perfettamente a conoscenza della mancata pubblicazione, non uscita proprio per non danneggiarlo!

Non sarebbe stato corretto influire sul voto. L’articolo non è stato pubblicato per non danneggiare uno solo dei tre candidati. Pura questione di etica.

Al tempo stesso è bene ricordare che Bucci, prima di accordarsi con il PD e NCD, aveva cercato un accordo con il M5S, dal quale successivamente aveva estratto i temi dei suoi interventi, arrivando però in ritardo.

In un post del 17 febbraio, il consigliere Bucci, con una gradevole ironia, lamentava di come la gente lo accusasse con una certa costanza di aver cercato di mettere il cappello su temi di altre forze politiche di ben diversa estrazione, però non ha mai rivelato chi fosse il suo accusatore. Quindi, al di là della piacevole ironia, non ci resta che tenere in considerazione una certa mancanza di coraggio. O è forse un tentativo di presentarsi come vittima, nella speranza sia vero quel famoso detto in cui si afferma che le vittime raccolgono sempre il favore del Popolo?

Vorremmo pertanto invitare il consigliere Bucci a esternare il nome dei suoi accusatori. Se non altro per dimostrare che c’è della concretezza in quanto dice, che questa sia stata solo una maldestra uscita per attirare l’attenzione sulla sua capacità di porsi nei temi e non, come scritto poc’anzi, un tentativo di farsi addirittura passare per vittima. Lui stesso, infatti, ha dichiarato di essere un uomo di grande spessore e preparazione. Così fosse, non avrebbe certo bisogno di ricorrere a certi stratagemmi.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci