IL QUADRO POLITICO

Le facce dei consiglieri di maggioranza erano molto tirate, specialmente di quelli della Lega. Strano, con tre assessori, di cui uno vicesindaco, avrebbero dovuto fare salti di gioia, forse qualcuno tra loro si è ingelosito?

Ci sono un paio di cose che segnalano la presenza della lunga ombra dell’innominabile: l’assessorato al Turismo assegnato al vice Galli, un perfetto sconosciuto a Bellaria che, non ce ne voglia, dubitiamo abbia conoscenza in materia. Non bastano un po’ d’informazioni raccolte qua e là per capirci qualcosa, servono anni d’esperienza. Ed è qui che rileviamo l’ombra di cui sopra. Ma forse è preparato in altre materie.

La sorpresa di Galli come vicesindaco fa parte del compromesso accettato da Filippo per non avere ……… in Giunta. Con tutta probabilità Galli spera che questo incarico gli possa servire come trampolino di lancio per una carriera politica di più alto livello. È invece più probabile che sia il massimo che possa ottenere dalla politica.

Lo consideriamo un ragazzo semplice e a modo, ma ha fatto un errore. Sa di essere uno sconosciuto, perché non si è degnato di presentarsi ai cittadini che al momento lo vedono come un intruso? Avrebbe potuto presentarsi durante il CC, cosa che senza alcun dubbio il Presidente gli avrebbe concesso.

Un’altra ombra riguarda Maggioli, escluso, almeno per ora, da ogni incarico. Maggioli non ce ne voglia, era l’anello debole della catena, e quindi sacrificabile. L’esclusione, a nostro parere, è dovuta all’innominabile, ancora avido di potere.

Preoccupano i Lavori Pubblici assegnati a Mauri, non vorremmo che ne sapesse quanto noi sui buchi neri! Neri all’Urbanistica e Edilizia privata…, qualche compagno di partito si sarà tranquillizzato.

Per gli altri assessori e per i consiglieri sospendiamo ogni valutazione in attesa di vederli all’opera.

Filippo Giorgetti ha tenuto il punto, ora dovremo capire quanto ampia sarà la sua libertà d’azione. Per giudicare attendiamo i fatti.

Finora abbiamo difeso e sostenuto il pieno diritto di governare che Filippo Giorgetti ha conquistato nelle urne.

Un errore, seppur lieve, è stato il ritardo di oltre quaranta minuti con il quale è iniziato il CC fissato per le 20,30. Non si è dimostrato gran rispetto verso il numeroso pubblico. Se il ritardo è stato dovuto ad accordi dell’ultimo minuto, non è un bel segnale dopo quasi tre settimane di discussioni.

Il punto non è su chi abbia ragione o torto, ancor meno le opinioni personali. L’unica cosa che conta è operare per il bene di tutta la città.

P.S. Voglio invertire il famoso detto “dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna”: «Dietro a un piccolo uomo c’è sempre una piccola donna che si lamenta e piange se non vince.»

Decidete voi a chi dedicarlo.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci