ANGELI E DEMONI

«Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare…»

Saranno tutti onesti e puliti come nel sonetto di Dante rivolto alla sua Beatrice i candidati a sindaco di Bellaria Igea Marina?

È ovvio che ci riferiamo all’onestà intellettuale e non ad altro.

Ciò che preoccupa sono gli inserimenti nelle liste di personaggi discutibili o impreparati. Fattucchiere e streghe, illusi ingenui, ripescaggi di persone improponibili.

Già in fase di preparazione delle liste ci sono stati matrimoni e divorzi velocissimi tra chi pretendeva un assessorato e chi, da semplice portatore d’acqua, sperava nella promozione ad assessore o chi, rubato ad altre liste perché potenzialmente portatore di un buon numero di voti, è stato circuito con la promessa del solito assessorato.

A occhio e croce gli assessori dovrebbero essere un centinaio; non male per una cittadina di 20mila abitanti. Sembra di assistere ai concorsi statali, dove si presentano a migliaia per qualche decina di posti. Il rapporto non si discosta molto, dato che i posti disponibili sono solo 6, sindaco compreso. A meno che non si voglia fare un turnover di 15 assessori ogni anno per mantenere le promesse fatte nelle composizioni delle liste.

Quello che è certo è che ad alcuni dei possibili assessori ciò che fa gola è lo stipendio. Come al solito la politica ha bisogno di sistemare alcune persone, non per le capacità dimostrate, ma per sua stessa necessità. E allora buonanotte al rinnovamento e al libero arbitrio. Alla fine questi soggetti dovranno solo obbedire.

Non è il demonio che ci trova, siamo noi stessi a cercarlo. Che sia colpa dell’ambizione personale o, peggio, dell’arrivismo, oppure c’è realmente chi si considera salvatore della patria?

Da troppo tempo si vota per ordini di partito, per convenienza, per sentito dire. L’ombra del voto clientelare incombe sempre; non esiste più il voto d’opinione slegato a interessi personali o di partito.

Si sa che l’esercizio della politica è il compromesso, da soli non si va da nessuna parte, ma dipende quanto si è disposti a sacrificare della propria coscienza sull’altare del potere. Che poi è evidente la difficoltà, o peggio “impossibilità”, di dar corpo ai propri buoni propositi.

La buona educazione è commedia. Niente è più complicato della sincerità (L. Pirandello).


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci