ARENILE: UNO SCENARIO INQUIETANTE

A pochi giorni dal ponte della Repubblica, con cui ufficialmente inizia la stagione estiva, mentre in tutta Italia gli stabilimenti balneari sono pronti e aperti, a Bellaria Igea Marina ancora si brancola nel buio.

Le pessime figuracce del Sindaco, che a livello provinciale fugge senza proferir parola di fronte a parlamentari della sua stessa maggioranza che sostengono l’esatto contrario di ciò che intende fare lui, dice tutto.

La gravità non sta tanto nel fatto che in spiaggia non si sa ancora quando si potranno avere le autorizzazioni per poi successivamente montare tutti i servizi e rendere almeno dignitosi i nostri stabilimenti, destinati comunque ad essere più spogli rispetto agli altri anni, ma in quello che potrebbe accadere a ottobre, quando si evidenzierà l’ingarbugliato pastrocchio in cui è precipitata l’Amministrazione.

Ora l’Amministrazione non intende rilasciare le autorizzazioni se gli attuali concessionari, bagnini e chioschisti, non firmano un atto unilaterale d’obbligo, con il quale si impegnano a liberare l’arenile in ottobre.

Non si capisce ancora con precisione se dall’arenile dovranno essere rimosse le parti così dette abusive, o se, a causa di rocambolesche e funamboliche distorsioni giuridiche, gli attuali operatori corrano il rischio di dover demolire tutto quanto.

Mentre emerge in modo evidente quale disastroso scenario si potrà prefigurare, molto meno evidenti risultano la natura e l’entità interpretativa degli abusi, tali da indurre a severi provvedimenti quali la demolizione.

Quante demolizioni di abusi edilizi, cospicui ed accertati, si son viste a Bellaria Igea Marina in 60 anni di autonomia amministrativa?

Ci chiediamo poi in cosa consistano questi abusi presenti sull’arenile, tali da giustificare la demolizione e non rendere possibile una sanatoria pro tempore in attesa di una soluzione della Bolkestein e della realizzazione del nuovo piano dell’arenile.

Cabine, piccoli chioschi, pedane, gazebo, fioriere, insegne, da questo è composto il nostro arenile.

Non pare ci siano elementi anomali rispetto a tutti quelli presenti in tutti gli arenili del mondo.

Ci chiediamo anche perché, improvvisamente, dopo oltre mezzo secolo, l’arenile di Bellaria Igea Marina è oggetto di abusi. E ci chiediamo come mai, a considerazione del fatto che l’Amministrazione Ceccarelli rilasciava autorizzazioni temporanee ogni anno sulla base di planimetrie corrispondenti allo stato di fatto reale, ora tutto questo risulta abusivo.

Un cabina in più o in meno, una pedana difforme come collocazione o una fioriera aggiunta, un gazebo o un’insegna, possono essere ritenute un abuso tale da comportare, non solo l’impossibilità di sanare, ma tale da ordinare l’abbattimento e la rimozione del tutto?

Noi crediamo di essere andati oltre la follia.

Un ambito costiero che si è sviluppato, in assenza di pianificazione, solo su elementi di arredo o poco più, diventa la pietra dello scandalo, quando sussiste lo scempio territoriale prodotto dalla speculazione edilizia che ha cementificato la costa e in modo particolare Bellaria Igea Marina! Follia!

Ma ancor più preoccupante è: cosa accadrà a ottobre?

Se viene imposta la demolizione e la rimozione di tutto ciò che ora è presente sulla spiaggia, si corre il rischio, non solo per gli attuali concessionari di rimanere in braghe di tela e venir sloggiati senza alcun riconoscimento, ma di ritrovarsi con un arenile privo di servizi.

L’eventuale ricostruzione delle strutture balneari e dei chioschi, non si può affrontare senza programmazione.

L’assurdo è che si dovrà poi ricostruire sulla base di un piano arenile che non esiste. Tant’è che nessuno lo ha mai visto.

Una eventuale ricostruzione dell’arenile di Bellaria Igea Marina richiede in primis un progetto, ma anche una pianificazione e una programmazione cantieristica di livello.

Chi pensa di poter improvvisare non ha minimamente idea di ciò che afferma.

L’essersi infognati in questa situazione non è che l’ennesima conferma dell’incapacità di chi sta dentro al Palazzo.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci

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