Morte di un Pilota.

Doveva accadere, lo sentivamo ma oltre al rimpianto e al dolore prevale la rabbia nei confronti di chi non riesce a tutelare la vita dei piloti nonostante esista anche e soprattutto per questo motivo. E come sempre nessuno sarà chiamato a rendere ragione di quanto accaduto… in nome della tragica fatalità. Jules è volato via facendo ciò che più amava ma in realtà nulla vale il prezzo di una vita.
Nella notte tra venerdì e sabato, il pilota francese è morto in ospedale per le conseguenze delle ferite riportate nell’incidente avvenuto durante il Gran Premio del Giappone lo scorso 5 ottobre 2014. La notizia della morte di Bianchi è stata data dalla sua famiglia, che ha pubblicato un comunicato sul suo account ufficiale, ed è stata poi confermata dalla Marussia, la scuderia di cui Bianchi faceva parte. Aveva 25 anni ed è il primo pilota di Formula 1 a morire per le ferite riportate in un Gran Premio dal 1994, quando Ayrton Senna morì in gara sul circuito di Imola durante il Gran Premio di San Marino.
Bianchi era in coma dal giorno dell’incidente: le sue condizioni erano state definite “gravi ma stabili”, ma nel corso dei successivi mesi non aveva mostrato alcun segno di miglioramento, rendendo ancora più improbabile una sua ripresa, seppur parziale. L’incidente che ha coinvolto Bianchi nel Gran Premio del Giappone è stato indagato dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), l’ente che organizza tra le altre cose i mondiali di Formula 1: lo scorso dicembre la FIA aveva pubblicato un rapporto di 396 pagine che sosteneva che una delle cause dell’incidente era che Bianchi stava andando troppo forte.
Bianchi era uscito di pista a nove giri dalla fine della gara e aveva urtato un mezzo di soccorso entrato poco prima per rimuovere la vettura del pilota Adrian Sutil. Secondo il rapporto, l’incidente è avvenuto perché Bianchi non aveva rallentato a sufficienza in un tratto di pista bagnato e prima del quale era stata sventolata la doppia bandiera gialla (che segnala un grave pericolo in corso e impone ai piloti di rallentare e di non effettuare sorpassi). Il pilota, che guidava una Marussia, si era poi scontrato contro il veicolo che stava rimuovendo la macchina di Sutil a una velocità di 126 chilometri all’ora. Il carro rimozione ha praticamente fermato la Marussia salendole sopra ma senza toccare il pilota, il cui casco è risultato integro e privo di segni: l’arresto pressochè istantaneo della monoposto ha causato un forte contraccolpo che ha causato un “danno assonale diffuso” ovvero la disconnessione delle fibre nervose dalle strutture cerebrali.
In realtà sembra che qualcosa non abbia funzionato a dovere nella Marussia quando il pilota è uscito di pista e si è diretto verso la via di fuga con un’angolazione particolare e a questo proposito ripropongo quanto scritto dalla commissione di indagine riguardo all’incidente di Maria de Villota durante un test sull’aerodromo di Duxford il 3 luglio 2012: “Quando le marce di queste auto sono innestate un apposito sistema mantiene sotto controllo il regime di rotazione del propulsore, che resta fissato a 4100 giri/minuto per evitare danni meccanici. Il suddetto rapporto afferma che la de Villota stava “lottando” con questo sistema ed è stata spinta irrimediabilmente verso il camion parcheggiato. Prima dello schianto il pilota ha premuto il pulsante per sbloccare la frizione e mettere in folle il cambio, ma non è successo nulla. Inoltre il passaggio di marcia eseguito per scalare dalla seconda alla prima è stato respinto dal sistema di controllo che regola il regime del minimo”. Nella foto sotto si può notare come, parimenti al video dell’incidente di Jules, non vi siano tracce di frenata sulla pista.
Jules sarà l’ultimo numero 17 della storia della Formula 1: questa la decisione presa dalla FIA attraverso il presidente Jean Todt (il cui figlio Nicolas era anche il manager dello sfortunato pilota francese ). Dalla stagione 2014, che fatalmente si è rivelata l’ultima di Bianchi, era infatti stato deciso di imporre numeri fissi ai piloti di Formula 1 e il pilota della Marussia aveva scelto il 17 (la sua prima scelta, in realtà, era caduta sul 27 di Gilles Villeneuve, che però è stato assegnato a Nico Hulkenberg). La regola prevede che ogni numero possa essere riassegnato cinque anni dopo il ritiro del suo possessore, ma in questo caso la Federazione ha deciso di fare un’eccezione. Il 17, in Formula 1, sarà per sempre il numero di Jules Bianchi.
Belligea News si unisce al dolore della famiglia Bianchi e al cordoglio di quanti le sono vicini.
( massimo scalzo )

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Massimo Scalzo

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