Musica Con: Introspezioni

01/01/2015

Voglio aprire questo nuovo anno all’insegna della speranza augurando a tutti Buon Anno!

FOTO Dome suona v3“Esiste un mio sogno che affiora…
È la felicità!”

ranofornace ranina picciina

 

 

 

Creare musica per calzare le “suole di vento…”

Pierdomenico “ranofornace” Scardovi-Pista Ovest (1981-file originale)

fiori invernali-2002Fiori invernali – 2002

 

Sensazione d’inverno

Il cielo ha le sue foglie per sognare
un manto ombrato sullo sguardo assorto.
Fra steli d’erba spettinati s’apre
Il mare gelido delle tue carezze, oh Inverno!

Nella freschezza della sera i miei pensieri
Divelti al cuore tra le albe planano.
E rigidi fiori scrutano estesi
i veli, nel paradiso della Tristezza.

Un cielo opaco culla di silenzi
porge le guance affossate fra le sabbie ai venti.
Trasporta innocente il peso dell’attesa
e il boato di una foglia, sulla schiumosa onda.

Pierdomenico “ranofornace” Scardovi 1973

nota

“Fiori invernali” dipinto nel 2002 è un mio “ripensamento” astratto. Uno spostamento dell’elemento selezionato (fiore) dal suo contesto abituale, (i fiori crescono in primavera sulla terra), si rapporta nella simultanea condensazione/combinazione pittorica all’elemento selezionato (contesto invernale) neve-fiume/iceberg-cristalli di ghiaccio. Quello che solitamente la realtà naturale non prevede, è invece accettato e ricercato nella logica del sogno e dell’arte.

“Sensazione d’inverno”, scritta a 19 anni nel 1973,  è una delle prime composizioni poetiche che volge lo sguardo al “registro tonale” della poesia italiana, ma la fluttuazione a contesti simbolici e gradi descrittivi poco definiti nonché la tonalità del fraseggio e la stabilità ritmica la pongono decisamente ai margini dell’osservazione colta. Pervaso da una smania visionaria incontenibile e guidato dai sensi in espansione, questa composizione tenta come altre di svincolarsi dai cliqué della poesia, ma la tipologia emozionale e sentimentale non si discosta di molto dal preconfezionamento di letture di certii classici. Del resto la poesia oramai, non è più circoscritta in generi ma si serve comunque senza pudore di questi. Quindi, simbolismo, crepuscolarismo, realismo, ermetismo, ecc., sono stati stuprati nel “calderone relativista del pensiero (post) moderno”, che preleva liberamente i meccanismi sintattici  e simbolici con i loro effetti, per liberarsi dalle rigidezze di certe imposizioni stilistiche e di costruzione ma che corre il pericolo di diventare comunque apertamente citazione e non più “poesia”.

Il significato della musica

“Pista Ovest” è un brano composto e suonato da me nel 1981, un esercizio chitarristico improntato sulla ricerca improvvisata di un discorso melodico nel suo lungo incedere, attraversato da una sete  immaginativa verso i grandi spazi aperti. Mentre suonavo avevo in mente le praterie americane ad ovest del Missisipi, terra di scoperta e di conquista, immerse nel “mito della frontiera”, profuso dalla tv. Una linea ideale fra civiltà e naturalità, cultura e primordialità, coscienza e inconscio, “bene e male”. Carovane di temerari alla ricerca di un futuro che nella mia fantasia significava ” il coraggio di rischiare per cercare qualcosa di migliore”, dove l’ignoto rappresentava l’incognita e la speranza. Come tutti i miei precedenti brani presentati, anche questo non è mai stato riveduto e corretto per la semplice ragione che vuole documentare il livello di capacità compositiva immediata, della linea melodica. Pierdomenico “ranofornace” Scardovi (chitarra elettrica, basso, batteria).

“Il primo ed ultimo vero contesto dell’arte é e rimane l’artista.
L’omologazione dell’arte è un problema…
Si, al di fuori di essa!”
(ranofornace)

rano 2Grazie dell’attenzione

Pierdomenico Scardovi

 


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Pierdomenico Scardovi