GP di Abu Dhabi: copione rispettato.

L’ultima puntata della FGrandeFratello1 è andata in onda al tramonto e nella notte del deserto dalle palme finte e dalle luci multicolori con il solito quasi prevedibile copione, dalle gomme puntualmente più durature di quanto previsto (?) dalla Pirelli, con Bottas sempre nel suo ruolo OHM(Hamilton)S, con Verstappen che supera a spallate ( ma guai a darle a lui ) con la Red Bull che penalizza pesantemente Ricciardo per non farlo salire sul podio visto che se ne va in cerca di “grandeur” e dove sicuramente non sarà messo da parte come già era successo a Vettel anni fa da quel Marko che comanda la scuderia di Mateschitz con l’avallo di Horner.

La Mercedes rimette i fori ventilati a mozzi e ruote tanto – con i campionati già assegnati – la Red Bull non farà il ricorso ufficiale che Mateschitz aveva minacciato ( a Jean Todt ) e anche grazie alle temperature via via più fresche nella notte incipiente, riesce a tenere a bada con relativa facilità un Vettel che, seppur autore del giro veloce, non mostra la determinazione che tutti si aspettano da lui. E intanto il finlandese volante alla sua ultima corsa in rosso parcheggia la SF70 complice un black-out elettrico… il che non gli evita però la cerimonia di premiazione per il terzo posto nel mondiale, certo meritato ma anche dovuto a un Bottas messo al Servizio di Sua Maestà Lewis e vincitore del premio Gran Tappo Guardaspalle 2018.

L’incidente di Hulkenberg, decollato su una ruota di Grosjean all’uscita della curva 9 e finito a ruote all’aria sulle barriere se da un lato ha evidenziato il limite dell’HALO perchè il pilota non poteva uscire dall’abitacolo, dall’altro è stato una pacchia per Liberty Media in grado di mandare in onda un incruento quanto spettacolare incidente di gara, molto più succoso della ruotata di Ocon a Verstappen ad Interlagos. Purtroppo la Safety Car ha fatto inspiegabilmente decidere alla Sauber di far rientrare per il cambio gomme un fantastico Leclerc che aveva appena agguantata la quarta posizione su Raikkonen e facendolo precipitare in 14a posizione in mezzo al traffico… scelta scellerata e gara rovinata anche se alla fine è riuscito ad arrivare settimo.

Molto bello il finale: dopo aver tagliato il traguardo Vettel e Hamilton hanno impedito ad Alonso, alla sua aultima corsa in F1, di rientrare e lo hanno accompagnato nel giro di onore, finendo con tre spettacolari burn-out sulla griglia di partenza. Ciao Magic e buona fortuna per la Triple Crown il prossimo anno.

Cala dunque il sipario sulla stagione 2018, con Hamilton che per la prima volta nella storia supera i 400 punti… ma con 21 gare a disposizione, il che fa riflettere su certi cosiddetti record frutto dei cambi di regolamento ( per esempio 25 punti al vincitore e non dieci ) e di imposizioni come quella mai troppo poco ricordata del contingentamento dello sviluppo dei motori nell’era ibrida, che di fatto ha permesso alla Mercedes di mantenere un ampio margine di vantaggio sulla concorrenza per tre anni. La matematica non è un’opinione siamo d’accordo ma in matematica le regole non cambiano, in FGF1 si cambiano anche troppo.


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Massimo Scalzo