MAGGIOLI – MEDRI E L’ETICA POLITICA

È sempre più spassoso ricordare le contraddizioni dell’attuale maggioranza.

Dieci anni fa, tutta l’allora minoranza volle fare del caso Baldassarri una questione di etica politica.

La storia, che abbiamo già raccontato, è qui condensata: “A quei tempi ci fu una violazione di carattere edilizio nell’albergo di Piero Baldassarri e per questo venne comminata un’ammenda.

Ugo Baldassarri, allora Vicesindaco, coinvolto come tecnico perché autore della relazione tecnica circa la condizione della violazione stessa (ma non era il progettista), fu attaccato da un membro della sua stessa coalizione, certamente aizzato da qualcuno della destra. Qualcuno montò il caso su ‘Il Nuovo’, e ci fu chi fece immediatamente un accesso agli atti (Medri, e ci fu solo quello) e fece fuoco e fiamme per avere velocemente la risposta (il signor Medri può smentirmi?). Guarda caso, un paio di giorni dopo, il quotidiano ‘La Voce’ pubblicò parte di quegli atti… alla faccia della riservatezza che dovrebbero avere i consiglieri con il materiale che gli viene consegnato con gli accessi agli atti!”

L’attacco contro Baldassarri fu duro e pesante, senza nessun rispetto della privacy.

Perché ne riparliamo oggi? Perché allora Baldassarri chiese solo una cosa: di essere trattato come tutti gli altri cittadini da parte degli uffici; niente di più, niente di meno. Ma gli strali di Maggioli, Medri e di tutti i partiti che adesso sono la maggioranza, si abbatterono su Baldassarri.

Maggioli esaltava gli uffici che erano stati neutrali. Bene, niente da dire, ma oggi Maggioli, che come vicesindaco e facente funzioni di sindaco nella giunta che ha votato la delibera sul ricorso a favore del chiosco di Ceccarelli, potrebbe dire la stessa cosa? Caro Maggioli, in questi casi Lei ci dovrebbe spiegare quale sia l’interesse del Comune in questo ricorso. Comune che è un soggetto terzo nella vicenda, il cui ruolo è solo quello di far da passacarte e nient’altro. Se il privato vuol ricorrere, si deve rivolgere al TAR, il Comune non ha alcun interesse.

Ma voi no, non siete stati neutrali come lo furono allora gli uffici, anzi, al contrario di Baldassarri, non avete trattato il sindaco Ceccarelli come qualunque altro cittadino. Se sbaglio non mi corregga, ma vada in Procura a querelarmi.

All’epoca, caro Maggioli, volevate le dimissioni di tutta la giunta, oggi, se le chiedesse l’opposizione, parlereste, come del resto avete già fatto, di sanguisughe.

L’obbligo del dirigente sarebbe stato quello emettere un’ordinanza di rimessa in pristino, che equivarrebbe alla demolizione (cosa che, vi possiamo assicurare, dal punto di vista umano non fa piacere a nessuno). Il dirigente invece si è adoperato per salvare lo stato di fatto del chiosco. Chiosco che lo stesso sindaco sapeva non essere in regola. Un’asseverazione presentata dallo studio tecnico Giorgetti, affermava che era tutto regolare: siamo in possesso di tutta la documentazione… Controlli successivi a quella asseverazione, misero in luce le irregolarità del chiosco. Ora i casi sono due: o l’asseverazione era stata fatta in modo superficiale o… hanno sbagliato i successivi controlli. Chi di dovere accerterà la verità.

Visto il diniego della Soprintendenza, dubbi ne rimangono pochi. Avete ancora il coraggio di dire che il sindaco NON ha ricevuto un trattamento speciale?

Sul fronte paesaggistico (che è altra cosa rispetto alla questione edilizia) qualcosa non ha comunque funzionato. Anche in questo caso, sempre considerando il diniego della Soprintendenza, di dubbi ne rimangono pochi, visto che nel famoso ‘ricorso gerarchico’ si riconosce implicitamente che l’istanza non è stata formulata correttamente da parte del Comune. Sappiamo però bene che, specie per gli uffici pubblici, la forma è anche sostanza.

L’Amministrazione (traduciamo in volgare la delibera) rimprovera alla Soprintendenza di non aver voluto esaminare nel merito la domanda. Ma ciò significa che, sostanzialmente, ammette che la domanda, sul piano formale, non è stata presentata correttamente!

Un comune cittadino cosa avrebbe potuto/dovuto fare?

Nei dieci giorni che la norma concede a chi ha fatto domanda di presentare controdeduzioni al procedimento, avrebbe potuto presentare la domanda correttamente, di modo che la Soprintendenza avrebbe potuto esprimersi nel merito.

Invece no: ci siamo inventati il ricorso gerarchico! Complimenti per l’inventiva, ma la neutralità che la Pubblica Amministrazione dovrebbe avere nei riguardi di tutti, dove è andata a finire?

Carissimi Medri e Maggioli, di quella famosa etica politica di cui al tempo vi riempivate la bocca, cosa è rimasto? Medri, lei è anche laureato, nel suo forbito linguaggio, cos’ha da dire? Avanti, trovi rimedio con uno dei suoi neologismi; quale sarà il suo novellato?

Il vostro giornale, Il Nuovo’, ci montò su un caso. Perché, allora, non è lecito che Belligea ne faccia un caso oggi? A parte le questioni squisitamente politiche, Belligea sta con se stesso e con nessun altro. Quando Belligea denuncia qualcosa, lo fa documenti alla mano! Voi non ci avete mai smentito, né denunciato per divulgazione di notizie false e tendenziose. Cosa che invece qualcuno di voi ha fatto per il mercato ittico.

Rileggetevi le vostre dichiarazioni di allora: ARTICOLO 1 ARTICOLO 2 ARTICOLO 3 ARTICOLO 4 ARTICOLO 5


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