A SUA INSAPUTA…

Carissimo sindaco Enzo Ceccarelli, possiamo comprendere la sua sorpresa e il suo stupore nell’apprendere che la Giunta, con un atto eroico, ha deliberato un ricorso al Ministero in favore del chiosco appartenente alla sua famiglia.

Naturalmente lei non ne sapeva niente, tutto è avvenuto a sua insaputa. Che strano, ci ricorda Scajola quando affermò che a sua insaputa qualcuno gli aveva pagato la casa.

E’ stata anche originale la pubblicazione della delibera sul sito del comune proprio in mezzo alle feste. E’ ovvio, si fa così perché in questo modo i cittadini, che hanno più tempo libero in quel periodo, sono più attenti alla lettura delle delibere di Giunta. Risulta che durante le feste ci sia una vera e propria corsa a tale lettura, tanto da intasare i server!

Lei, caro sindaco, dovrebbe rimproverare l’ing. Bonito, un vero cattivone. Perché se la giunta non avesse deliberato, l’ing. Bonito sarebbe stato obbligato a firmare l’ordine di demolizione del suo amato chiosco.

Lo stesso dirigente, nel suo bel ricorso, dice che la Sopraintendenza non ha espresso un parere di merito, ma ha espresso un parere di metodo. Abbiamo la quasi certezza che si tratti dell’ennesima “bonizzata”.

Chissà perché la Giunta ha fatto questa delibera, visto che non era necessaria in quanto il ricorso gerarchico è un semplice atto amministrativo. Forse il dirigente ha voluto coprirsi le spalle? Sarà anche un cattivone, ma non è scemo!

Anche la delibera, di per sé, contiene degli errori, uno su tutti è nelle parole che avete scritto in delibera:

RITENUTO che il parere della Sopraintendenza sia reso in violazione della legge e della sua autentica interpretazione, così come chiaramente esposta dal competente organo sovraordinato con il parere richiamato.”

Se la Sopraintendenza ha violato la legge, sarà eventualmente una sentenza della Magistratura a certificarlo.

Santa ingenuità! Bastava scrivere: “Si ritiene che, apparentemente, la legge non sia stata applicata nel modo corretto.”

Perché, carissima Giunta, se alla Sopraintendenza girano niente niente gli zebedei, potreste essere querelati per diffamazione, indipendentemente a chi il Ministero darà ragione.

Dal canto suo la Sopraintendenza, da noi contattata, è fermissima nella sua posizione, ribadendo al Ministero la propria decisione. Per loro non ha nessuna importanza chi sia il soggetto, e di certo non s’impressionano se questo è un Sindaco.

Diamo atto al nostro caro sindaco che, pur di rimanere alla guida del nostro Comune, sta rischiando di danneggiare l’azienda della moglie, acquisita peraltro durante il suo primo mandato di sindaco.

In definitiva, caro sindaco, si liberi del suo ruolo di Kaiser della città, dia le dimissioni e cerchi di tutelare al meglio i suoi interessi privati. Perché, come si suol dire: prima viene la famiglia.

Quando tutto è perduto, si ricordi questa storica frase, caro signor sindaco: “Il mio regno per un cavallo (chiosco in questo caso)”.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci