DATI CONTRASTANTI

Comunicato stampa del MoVimento 5 Stelle

Non si possono dare dati a spot sul turismo, nostra prima, ma ricordiamo, non unica economia del territorio.

Dare dati a “cavolo” è controproducente, oltre a pessima e conclamata abitudine della politica non solo locale.

La necessità di esibire grandi e rassicuranti risultati, non solo porta a una visione alterata della realtà, ma per conseguenza crea un danno, in quanto non si intraprendono le giuste soluzioni, venendo meno anche a investimenti e migliorie, sia sul piano territoriale, che in termini di servitù ed accoglienza. Ci riferiamo ovviamente a quel più 20% di tedeschi che avremmo avuto quest’anno grazie al progetto destinazione Romagna, e a quel treno che avrebbe dovuto arricchirci di turisti da parte del nord Europa.

Nella speranza che siano scritti da qualche parte, e non come i dati dichiarati in un’occasione precedente, quando, interrogati sull’origine di questi, hanno risposto di averli ricevuti “a voce” e di non sapere chi li avesse prodotti, né su quali campioni di territorio. E manco erano sicuri di ricordarseli bene… Ma tant’é.

Portiamo invece l’analisi di chi lavora in regione e si occupa, appunto, di seguire l’aspetto turistico marittimo: “Le presenze, in toto, effettivamente sono aumentate e, parlando con gli operatori del settore, si è effettivamente visto anche qualche tedesco in più. Frutto non solo del treno Rimini-Monaco, ma anche della campagna pubblicitaria fatta in Germania.

In Riviera però abbiamo un problema relativo alla redditività dei turisti.

Le presenze aumentano, ma molto spesso gli stranieri, soprattutto russi e orientali, usano le nostre strutture alberghiere come punto di appoggio per poi spostarsi a visitare Venezia, Milano, Roma, ecc… Naturalmente spendendo là il budeget che invece potrebbero spendere, almeno in parte da noi, se avessimo avuto delle politiche turistiche adeguate.

Attualmente abbiamo gli albergatori che si lamentano del degrado del lungomare, ma svendono camere e servizi, accentuando anche le infiltrazioni malavitose che sguazzano nel riciclare denaro in attività del genere.

La bassa spesa pro capite dei turisti è un dato comune a tutta Italia, dato negativo che si rivela molto accentuato da noi, facilitato anche da una miopia imprenditoriale, oltre che politica.”

Valutazioni fatte anche a seguito della lettura sul rapporto del turismo 2017 (Unicredit – Touring club).

Partiamo dal concetto che presenze non vuol dire profitto. I prezzi, checché se ne dica, sono all’osso: camere a 30/35 euro su booking in altissima stagione; personale sottopagato con contratti farlocchi da ”6 ore e 40” invece delle 10 o 12 ore reali svolte, strutture non competitive. Non basta dare una mano di fresco alla facciata.

20% in più. A sentirlo così il dato sembra importante, ma il 20% di quanto? Detto così, potrebbero essere 2 persone come 2 mila, e quanto indotto hanno portato e distribuito? E su quante attività? Senza considerare che il dato è regionale, non locale. Quanto di questo 20% si è fermato nel nostro comune?

Dopo aver ricevuto risposta a questi quesiti rimane da fare una sola valutazione: quanto abbiamo speso in questo progetto? E dall’investimento fatto, quanto realmente è ricaduto nelle tasche dei nostri cittadini? Quanto nel nostro gettito IVA? Un po’ come la sparata dell’“abbiamo avuto turisti a sufficienza per riempire tutte le camere dei nostri alberghi”. Sembra un dato positivo… ma lo è solo se avessimo camere singole. Può anche voler dire, di fatto, non ospitare più di un turista per stanza, laddove ho delle doppie, delle triple e delle familiari a 4 letti.

Rinnoviamo quindi NUOVAMENTE l’invito a non sparare dati “effetto WOW” in stile Renzi, o rimarremo miopi ancora a lungo. E intanto il numero delle attività sul territorio continua a scendere.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci