La Guerra Altrove.

Dopo due Guerre Mondiali, dopo la Guerra di Corea, la Guerra del Vietnam, le Guerre Israeliane, l’invasione dell’Afganistan, la Guerra delle Falkland, il conflitto Iran-Irak, le guerre intestine ed etniche dell’ex-jugoslavia, le guerre in Iraq, etc. mi domando quanti cittadini Europei vogliono che il proprio paese invii forze armate all’estero. Mi rifiuto di credere che a parte qualche centinaio di migliaio di nazionalisti xenofobi e guerrafondai, almeno il novanta per cento non desideri l’immediato disimpegno dei contingenti inviati in altri paesi. Nessun cittadino europeo credo abbia dato mandato, con il proprio voto ( laddove si è votato… ) ai suoi rappresentanti, uomini o partiti che siano, di andare in guerra in nome della difesa dei supremi interessi dello stato (?).

Dirò di più. Anche le cosiddette missioni di pace sotto l’egida dell’ONU sono un modo di fare la guerra e di imporre la democrazia con le armi. Che senso ha inviare i caschi blu, autorizzati in teoria a sparare solo per difesa, per evitare un conflitto come per esempio quello della ex-jugoslavia, quando poi un presidente decide di inviare ( con la connivenza di altri leader ) le proprie forze armate per appoggiare una rivoluzione ( Libia ) il cui risultato è stato la destabilizzazione dell’intera fascia africana che si affaccia sul mar Mediterraneo con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti noi?

Non entrerò nel merito di chi abbia favorito la nascita del cosiddetto stato islamico o di cosa stia combinando la Francia nel nord-est africano e in Congo o di cosa stiano combinando Francia, Germania e USA in Siria, ciascuno può documentarsi in rete facilmente, ma entro invece nel merito di un sistema elettorale che impedisce ai cittadini di controllare ciò che stanno facendo i rappresentanti eletti. Queste persone, una volta elette, fanno per almeno quattro anni ciò che vogliono ( magari anche cambiare partito ) senza alcuna possibilità da parte nostra, cittadini elettori, di poter fare alcunchè.

Purtroppo e per loro fortuna i “tribuni del popolo” non esistono più, ma resta la speranza che un giorno possano ritornare i “tribunali del popolo”…


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Massimo Scalzo