Apre il mercato ittico, o apre un centro di raccolta e smistamento?

 

cesenatico 6Sicuramente ci sarà una gran pompa magna, cosi come l’invenzione del “cozza day”, solo da noi potevano inventarsi una cosa del genere, è di questo che aveva bisogno Bellaria Igea Marina? Ma è tutto fumo negli occhi. Comunque questa apertura come centro spedizioni, sembrerebbe l’ammissione della vera finalità della struttura.

Auguriamo il massimo  bene possibile ai pescatori e ai vari addetti che ci lavoreranno, ma in tutta franchezza ci crediamo poco, non ci sono i presupposti per un futuro luminoso.

Checché  ne dica il Frate minore [ops, scusate! Il frate che da francescano (Udc) è diventato domenicano (Ncd) salendo al rango di vicario], dunque, dicevamo che il frate vicario parla di un traguardo raggiunto, da chi? Dai cozzari? Cioè solo una parte della categoria dei pescatori, i vivai di allevamento al largo, sono una limitazione per la pesca tradizionale, ora, non solo limitano la pesca al largo, ma sfruttano una struttura che doveva andare all’intera categoria.

Invero siamo solo all’inizio, caro frate vicario, ed è sempre inutile che continui a parlare dei finanziamenti Europei, qui il frate dà informazioni non corrette: i finanziamenti Europei per il mercato ittico sono stati di 170.000 € a fronte di una spesa complessiva di oltre 550.000 €, inoltre dimentica di specificare che l’Italia, negli ultimi 5 anni, ha dato all’Europa 123 miliardi di €, e l’Europa ce ne ha restituiti 60 di miliardi, quindi quei finanziamenti sono totalmente soldi Italiani!

Il frate vicario poi, parla di sterili critiche, ma con quale coraggio considerando che ci sono ancora tante cose che non vanno bene al mercato ittico! Mancano totalmente gli scarichi esterni, la strada per poterci arrivare con i mezzi pesanti ancora non esiste, la collocazione è sbagliata anche a detta di alcuni pescatori, il mercato parte solo come CSM (centro spedizione molluschi), e non come mercato ittico all’ingrosso, dove, da regolamento, si deve svolgere la vendita all’asta. Far rispettare le regole e seguire i regolamenti, dovrebbe essere il minimo per un amministratore pubblico….. Visto che il frate vicario è il presidente di “progetto pesca 2020”, per non parlare poi dell’enorme ritardo con cui sono stati aperti i battenti.

E stendiamo un velo pietoso sul prezzo della concessione: 1.550 € all’anno……. Semplicemente ridicolo, visto l’investimento fatto dall’amministrazione.

Si è voluta  sfacciatamente favorire una categoria, considerato che a un bar in centro a Bellaria, vengono richiesti da 3.000 € a 6.000 € per disporre i tavolini sul suolo pubblico, per 4 mesi, quegli stessi bar che alla nascita dell’isola dei platani, rinunciarono agli spazi privati, per poi, appunto, vedersi chiedere un corrispettivo per poter usufruire di quegli stessi spazi divenuti pubblici. L’esatto contrario di quanto avviene per il mercato ittico….. Se poi dovessimo fare un rapporto prezzo – metri quadri occupati, il mercato ittico pur cercando di agevolarlo, dovrebbe pagare almeno 36.000 € all’anno, senza considerare che, in questo caso, viene fornita anche la struttura completa di attrezzatura e non solo il nudo suolo come ai sopracitati bar.

Il frate vicario si vanta, ma tutto l’investimento che è stato fatto, pare chiaramente avere il solo scopo politico di pura e semplice ricerca di consenso, fossimo in lui voleremmo più bassi prima di cantar vittoria, tanta acqua deve ancora passare sotto il ponte “pedonalmobile”,  inevitabilmente, col tempo, i problemi verranno fuori, basta solo aspettare… Ma pregare aiuta chissà….. Potrebbe anche essere che il mercato ittico, con il tempo, venga riconvertito in un convento…….

Il Direttore Giuseppe Bartolucci