L’inizio della fine

fulmine 2La delibera di giunta approvata all’unanimità 0000060 del 07-05-2013 recitava cosi:

Spostamento del monumento esistente in prossimità dell’ingresso del Municipio: il progetto

prevede la rimozione e l’accatastamento catalogato presso i Magazzini Comunali in attesa della

ricollocazione in altra sede, con riqualificazione dell’area di sedime e posizionamento in loco di

totem con motivo ornamentale costituito da gonfalone del Comune di Bellaria I.M. unitamente a

portabandiere.”

Ora questa delibera, scritta cosi, non impegna l’amministrazione a un ricollocamento certo, manca infatti una data definita e il luogo dove ricollocarla, una piccola astuzia, che permette all’Amministrazione di fare quello che vuole, nasce quindi il sospetto di trovarci di fronte ad un piano precostituito.

Ma, anche ammettendo che ci fosse stata la certezza di una sua ricollocazione, l’errore è di natura culturale, poichè trascura il valore dei significati insisti nelle opere d’arte, riducendo tutto a un puro giudizio estetico, quando non a considerazioni meramente di natura politica.

Inoltre pochi rammentano, che nel consiglio comunale che deliberò quel monumento, intervenne anche l’artista vincitore del concorso, Luigi Poiaghi, che spiegò con dovizia di particolari il significato della sua opera, la sala era gremita di cittadini e, alla fine della sua presentazione, l’artista ricevette un lungo applauso, sia dal consiglio comunale (minoranza compresa), che dai cittadini.

Si vocifera in paese, che a volere tale rimozione, sia stato un consigliere della maggioranza, molto schierato a destra, il quale evidentemente reputa di essere la guida della città, facendo l’ideologo e il filosofo della sua fede politica, cercando costantemente di influenzare le scelte dell’amministrazione.

Stupisce comunque, che il sindaco si lasci condizionare da tale elemento, per i quattro voti in più che può portare per la sua rielezione.

Un motivo di biasimo va anche alla minoranza tutta, che non vide o non diede importanza a quella parte della delibera, dare battaglia adesso, dopo che questo giornale ha messo in risalto la questione (ripresa da molti giornali nazionali), è un po’ tardi!

Il Direttore Giuseppe Bartolucci