F1 – GP di Abu Dhabi 2013.

Nel modernissimo circuito di Yas Marina si è consumato il 17° round di quello che passa come il Campionato mondiale di F1 2013… Campionato di Gomme e Imbrogli, direi, invece.

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Superba coreografia di costruzioni avveniristiche che dal tardo pomeriggio è scivolata lungo un Rosso tramonto nella sfavillante e limpida notte araba dell’emirato di Abu Dhabi ( letteralmente: il padre della gazzella ) il più grande dei sette che compongono gli Emirati Arabi Uniti. Nel circuito si trova il Ferrari World Abu Dhabi un parco a tema progettato da Benoy Architects nel 2005. È il primo parco progettato con temi connessi alla Ferrari: contiene una pista, un teatro, 20 attrazioni, il cinema 3d, la galleria delle auto storiche, la riproduzione del paddock e l’Italia in miniatura.

imagesDovrei parlare della corsa ma effettivamente non so da dove cominciare… dalla partenza in decima posizione di Alonso ( era undicesimo ma hanno annullato i tempi di Raikkonen per fondo irregolare ) del suo duello con Massa interrotto dal provvidenziale intervento dei box, del suo giro più veloce in gara, del suo arrivo al 5° posto dietro la Lotus di Grosjean? Strano che su una pista ostile – a detta della Scuderia – lo spagnolo alla fine sia riuscito a essere più veloce della Red Bull n°1 che il giro veloce lo ha cercato, com’è sua abitudine, verso la fine della gara con la macchina più leggera. L’unica spiegazione è che la F138 soffra il caldo, ma non è l’unico motivo.
indexComunque alla partenza Vettel brucia tutti e Rosberg infila Webber mentre le Ferrari, impantanate nel gruppone, com’era logico aspettarsi, vedono la testa della gara allontanarsi. La gara finisce subito per Kimi: alla prima curva calcola male la frenata, tocca Pic e si ritrova con lo sterzo rotto. Un flash della regia lo mostra poco dopo saltare su un SUV bianco fuori del circuito e sparire. Comunque correrà gli ultini due GP, Austin e Brasile, avendo risolto con la squadra i noti e lunghi problemi finanziari.

images 2Solito caos del cambio gomme, al punto che gli spettatori non riescono a capire chi stia davanti a chi oppure dietro. Non mi sembra che serva per lo spettacolo, a meno che non si aspetti il solito “unsafe release” ( Hulkenberg ) o la solita ruota che vola via oppure la Ferrari che… vola. E’ successo dopo il secondo pit di Alonso: uscito a palla dalla corsia di accelerazione e entrato correttamente in pista davanti a Vergne, quest’ultimo non lo ha proprio visto, forse perchè tallonato dal Massa dei giorni migliori ( ed è naturale, visto che sta per firmare con la Williams ). Risultato: lo spagnolo ha mantenuto la traiettoria ma si è messo a cavallo del cordolo per evitare il contatto e la F138 ha preso una botta che ha fatto sollevare di mezzo metro quasi le ruote anteriori. Nessuna penalizzazione da parte dei giudici di gara, ma tremenda botta alla schiena e al mento per Fernando: dato che la centralina della macchina ha rilevato un picco di 25g, la visita di controllo al centro medico, a fine gara, è stata d’obbligo.

images 3Gara difficile per Hamilton che aveva manifestato un problema al freno posteriore destro durante il giro di schieramento: la riparazione, sotto i vigili occhi dei commissari, ha permesso al giamaicano di correre e arrivare al traguardo 7° dopo aver tenuto la 5a posizione fin quasi alla fine. Ottimo sesto Di Resta e bravo Sutil ad agguantare un punto mondiale per la Force India con il suo decimo posto.
Hulkenberg ha effettuato vari sorpassi, tra cui uno doppio, in mezzo a due monoposto, ma la penalizzazione per la ripartenza dal pit, lo ha relegato a un giro dal primo.

Sugli altri c’è ben poco da dire a parte i trenta secondi rifilati da Vettel a Webber: in questo campionato di gomme e imbrogli, a parte alcune eccezioni, sono le macchine a portare in gara e al traguardo i piloti… anche lo stesso muretto della Red Bull non faceva che ripetere a Sebastian di stare attento alle gomme. Che poi lui se ne freghi, è un’altra storia.   ( massimo scalzo ).

Classifica finale del Gp di Abu Dhabi

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 55 giri
2. Mark Webber – Red Bull-Renault – +30″8
3. Nico Rosberg – Mercedes – +33″6
4. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +34″8
5. Fernando Alonso – Ferrari – +1’07″1
6. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +1’18″1
7. Lewis Hamilton – Mercedes – +1’19″2
8. Felipe Massa – Ferrari – +1’22″8
9. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1’31″1
10. Adrian Sutil – Force India-Mercedes – +1’33″2
11. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’35″9
12. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +1 giro
13. Esteban Gutierrez – Sauber-Ferrari – +1 giro
14. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +1 giro
15. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1 giro
16. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
17. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
18. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +1 giro
19. Charles Pic – Caterham-Renault – +1 giro
20. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +2 giri
21. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +2 giri

La classifica del Mondiale Piloti:
1. Vettel 347; 2. Alonso 217; 3. Raikkonen 183; 4. Hamilton 175; 5. Webber 166; 6. Rosberg 159; 7. Grosjean 114; 8. Massa 106; 9. Button 60; 10. di Resta 48; 11. Hulkenberg 39; 12. Perez 35; 13. Sutil 29; 14. Ricciardo 19; 15. Vergne 13; 16. Gutierrez 6; 17. Maldonado 1.

La classifica del Mondiale Costruttori:
1. Red Bull-Renault 513; 2. Mercedes 334; 3. Ferrari 323; 4. Lotus-Renault 297; 5. McLaren-Mercedes 95; 6. Force India-Mercedes 77; 7. Sauber-Ferrari 45; 8. Toro Rosso-Ferrari 32; 9. Williams-Renault 1.

Massimo Scalzo