Aeradria, spuntano fuori tre milioni….Ma…

4Aeradria il tempo è finito. Domani il tribunale, salvo nuovi ripensamenti, depositerà il parere sul concordato presentato dalla società di gestione dell’aeroporto.

Sono ore di attesa infinita, ma negli ambienti di Aeradria e tra i principali soci privati del ‘Fellini’ si continua a guardare con un prudente ottimismo al verdetto dei giudici- ma sarebbe meglio non contarci-.

In questi giorni, l’attività del nuovo consiglio d’amministrazione della società non si è fermata. Si è lavorato intensamente, sia per prendere in esame alcune criticità del piano messe in luce dal commissario nominato dal tribunale, il professionista bolognese Renato Santini, sia soprattutto per ottenere le maggiori garanzie che il tribunale chiede per dare il via libera definitivo al concordato. L’accordo raggiunto con i 75 dipendenti dell’aeroporto (contratto di solidarietà e sospensione di alcuni benefit previsti nel contratto integrativo) già da solo permetterà ad Aeradria di risparmiare 900mila euro all’anno per i costi del personale. Ma la riduzione delle spese non basta. I giudici chiedono maggiore liquidità, ed è su questo che Aeradria e i maggiori soci privati dell’aeroporto, ovvero Carim e Asset banca di San Marino, hanno lavorato in questi giorni. Servono almeno altri 3 milioni di euro, e a quanto pare è stata scartata per il momento l’ipotesi di ribassare le percentuali di rimborso ad alcuni creditori (quelli che avrebbero dovuto riavere i soldi in contanti, non in azioni).

7Aeradria metterà sul piatto questa soluzione, in caso il tribunale dica sì al concordato oppure conceda altro tempo prezioso alla società, è quella di un prestito elargito dalle stesse banche che sono entrate nella compagine societaria del ‘Fellini’. Si tratta di prestiti obbligazionari, per una somma molto vicina ai 3 milioni di euro, la cifra che viene ritenuta dal tribunale indispensabile per garantire pienamente la solidità di Aeradria. Le procedure per i nuovi finanziamenti sono già state predisposte, e si attende a questo punto solo il verdetto dei giudici. Intanto vivono ore di angoscia i dipendenti dell’aeroporto. Dopo aver sfilato, in maniera pacifica ma determinata davanti al tribunale nel giorno dell’ultima udienza, i lavoratori di Aeradria hanno meditato a lungo se manifestare o no anche domani al palazzo di giustizia. «Si è deciso di non fare nulla. Aspetteremo fiduciosi la sentenza dei giudici — spiega Marco Pesaresi, uno dei dipendenti dell’aeroporto, che parla a nome anche degli altri colleghi — Non volevamo appesantire il clima già rovente intorno a Aeradria. Crediamo di aver spiegato chiaramente perché è importante, a nostro parere, che l’aeroporto di Rimini possa ripartire senza passare dal fallimento». Il default del ‘Fellini’ significherebbe la revoca della licenza e il commissariamento dell’aeroporto, e potrebbe far perdere a Rimini molti contratti oggi in essere con le compagnie russe.

1Fin qui la cronaca, ma tante sono le domande senza nessuna risposta, questa soluzione darebbe si liquidità alla società, ma sorgono dei dubbi, perchè prestiti obbligazionari e non aumento di capitale? la risposta dovrebbe essere semplice. il prestisto obbligazionario ha diritto di rimborso anhe in caso di nuovi problemi, l’aumento di capitale no, e questo fa venire molti dubbi sulla fiducia che i gli azionisti di maggioranza hanno nei confronti Aeradria, secondo punto se questa volontà è vera come mai spunta fuori soltanto adesso? sotto la pressione dei giudici e non prima?

Il prestito obbligazionario di per sè non da nessuna garanzia futura, in quanto di “prestito” si tratta e quindi prima o poi da rimborsare, al tempo stesso non garantisce l’impegno continuativo dei soci nel lungo periodo, solo un aumento di capitale e ben più consistente dei tre milioni garantirebbe la necessaria solidità per Areadria dandole prospettive future e la certezza dell’impegno dei soci. Al tempo stesso tutte le categorie invece di urlare e sbraitare dovrebbero impegnarsi nell’aumento di capitale, altrimenti sono solo chiacchere.

Siamo alla solita tragicommedia all’Italiana, si vogliono fare le cose senza soldi, indebitandosi attraverso prestititi obbligazionari, che magari poi le banche venderanno alla clientela, diminuendo ancor di piu il proprio rischio.

Si deve guardare al futuro non solo a domani mattina, altrimenti meglio il commissariamento, perchè concedere altro tempo se la soluzione appare solo provvisoria? tutti sperano in una soluzione equilibrata, altrimenti il rischio è quello che al Fellini si vedano volare solo dei modellini.

G.Bartolucci

Il Direttore Giuseppe Bartolucci