RENZI, DA ROTTAMATORE A RESTAURATORE?

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Se prima il sindaco di Firenze si batteva per il rinnovamento, adesso che si trova in difficoltà fa retromarcia e arruola tra le sue fila, in vista del congresso del pd, alcuni della vecchia politica, come Bianco ed Orlando. Alla faccia del nuovo.

Da: Liberoquotidiano.it

Matteo Renzi sta alla finestra. Ma nemmeno tanto. Il rottamatore in queste settimane si dà un gran da fare per radunare le truppe in vista del congresso o del voto anticipato. Orfano di mezzo Pd che lo ha di fatto defenestrato preferendogli prima Bersani e adesso Letta, il sindaco di Firenze deve “raschiare il barile” per trovare un appoggio concreto per la sua eventuale corsa a palazzo Chigi. Insomma a Renzi servono serbatoi di voti sicuri da poter portare nella sua corsa alla premiership. E allora di colpo il giovane sindaco fa fuori le ambizioni da rottamatore e imbarca di tutto. Anche vecchi rottami della politica di casa nostra. Renzi prepara il suo programma “Detto e Fatto” e presto sarà in tour in tutta Italia per convincere gli elettori del Pd a sostenerlo nelal corsa alla segreteria. L’unico mondo in cui conta davvero il peso politico del rottamatore è quello dei sindaci.

Con Orlando e Bianco –  Così Renzi si è dato da fare per portare avanti uno scouting sui primi cittadini che sarebbero pronti a destinare il loro bacino elettorale al rottamatore. In Sicilia su 5 sindaci nei capoluoghi di centrosinistra, Renzi ha portato a casa l’appoggio di per 4 primi cittadini. Tra questi però c’è anche Enzo Bianco, sindaco di Catania che di “giovane” e di “rottamatore” ha ben poco. Ma l’endorsement più preoccupante è quello che arriva da Palermo conLeoluca Orlando. Il sindaco del capoluogo siciliano è pronto a schierarsi al fianco di Renzi, ma ha un peccato originale: è l’antirottamazione per antonomasia. Orlando durante le ultime amministrative che lo hanno riportato ancora a Palazzo delle Aquile, ha “ucciso” politicamente il suo figlio prediletto, il giovane Fabrizio Ferrandelli che voleva correre per la poltrona di sindaco di Palermo. Ferrandelli era uno dei consiglieri più giovani e più stimati dall’elettorato di centrosinistra di Palermo, ma la corsa allo scranno più alto del Comune non è andata giù ad Orlando che lo ha fatto fuori dai giochi e di fatto ha vampirizzato in 30 giorni di campagna elettorale il consenso che era dietro Ferrandelli. Renzi però ha bisogno di voti. Con Bianco e Orlando si porta a casa due delle piazze elettorali più importanti della Sicilia. E pazienza se a guidarle sono proprio quelle “vecchie mummie” che lui vuole rottamare. (I.S.)

Il Direttore Giuseppe Bartolucci