I SUPREMATISTI DEL COLORE

Bianco, nero o giallone? 

 Qualcuno si è meravigliato del like messo dall’assessore Mauri a un post razzista: io no! 

Egli appartiene a quella cultura (se «cultura» si può definire) in cui, per esistere, è necessario affermare una supremazia, di qualunque natura essa sia. 

La Lega, con Bossi, era partita sostenendo la superiorità dei «padani» sui meridionali, proseguendo poi con «Roma ladrona», albanesi, romeni ecc.. Adesso si continua prendendo di mira i popoli africani e orientali. 

Quindi che fa Mauri? Da perfetta pecora bianca si unisce al gregge, cercando, a modo suo, di interpretare al meglio il pensiero leghista. Ma qual è il pensiero leghista, considerando i continui voltafaccia politici della Lega da quando è entrata in Parlamento, e visto che oggi chiede il voto a quelli che, un tempo, chiamava «terroni»? 

Vorrei ricordare che Mauri affermò che era meglio un omicidio che qualche scippo, convinto, anche in quel caso, di allinearsi al sentimento dominante. 

Mi domando, come assessore, quale sarà il suo atteggiamento qualora dovesse trovarsi al cospetto di persone di colore: sprofonderà nella vergogna, oppure, come suprematista appartenente alla da lui ritenuta superiore «razza bianca», farà valere questa sua convinzione? 

Siamo almeno a tre o quattro «boiate (proviamo a coniare un neologismo) Mauriniane». Sarebbe il caso si ricordasse il suo ruolo e cosa rappresenta, ma anche in ambito lavorativo dovrebbe ricordarsi che, alla fine, è un bancario e non un filosofo. 

Mauri, da oggi «fantasmino», potrebbe molto presto trovarsi a celebrare un matrimonio tra una persona bianca e una di colore (non importa quale). Che farà il nostro baldo assessore?  Fuggirà o farà il suo dovere? 

Mauri, Lei, che si presenta come uomo politico, dovrebbe meditare un po’, su cosa sia più o meno opportuno fare. Un semplice «like», è in grado di svelare molto sulla nostra personalità. Ci pensi, quando usa la tastiera. 


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci