MOTOBARCA ECOADRIA: COSTI STELLARI

Finalmente abbiamo acquisito una parte delle informazioni che il Direttore del mercato ittico non ci aveva concesso, ma tra breve metteremo le mani anche sulle altre informazioni.

Dai numeri esposti e dai certificati dalla O.P. di Bellaria I.M. (allegato_5_art_30_pratica_484 e allegato_6_art_30_pratica_484 ), emergono molte stranezze. Qui segue un elenco esemplificativo:

  • Partiamo dal finanziamento Europeo, che ha come capofila del progetto il Comune di Bellaria I.M. Di 313.000 euro (ma qualcuno parla di 400.000)
  • accordo per circa 12 mesi
  • uscite in mare complessive dichiarate e certificate dalla O.P. Di Bellaria I.M. 61 in 150 giorni nel periodo dichiarato, dal 24/04/2015 al 29/09/2015.
  • Kg. di rifiuti portati in porto 1990, arrotondati per eccesso, come e dove siano stati pesati, non si sa…
    Come altrettanto non si sa a chi siano stati conferiti, né tantomeno il costo di smaltimento, e nemmeno chi abbia sostenuto i costi.

Da tutto questo si possono fare alcune deduzioni:

  • Il costo per ogni uscita è di 5.100 euro, arrotondati per difetto.
  • il costo per ogni kg. di rifiuti è di 150 euro, arrotondati per difetto (che neanche gli astici costano così)
  • il tutto, ovviamente, è stato stato rapportato al finanziamento a fondo perduto iniziale di 313.000 euro.

Nella tabella ufficiale in allegato sopra, tutti i dati sono aggregati con altre barche, ma non si sa se ci sono, di quali contributi abbiano usufruito, né in quale misura.

Qui abbiamo raggruppato tutti i dati, ma anche in questo caso, i numeri e le risultanze sono sconcertanti:

Le uscite in mare dichiarate e certificate, sempre dalla O.P. di Bellaria I.M. sono 36, che aggregate con le 61 di Ecoadria, fanno 97. Non potendo fare una divisione dei costi, dobbiamo necessariamente dividere il finanziamento di 313.000 euro, quindi il costo complessivo per uscita è di 3220 euro arrotondati per difetto.

  • Kg. 3280 di rifiuti pescati, per un costo al Kg. di 95 euro (anche in questo caso nemmeno gli astici costano così tanto).

Ma a voler essere generosi possiamo mettere in conto anche le sette (7) uscite fatte da Ecoadria, per conto della Regione, con l’ARPA per l’analisi delle acque. In questo caso i costi per le uscite totali diventano 104: per cui i costi di ogni uscita diventano di 3.000 euro.

Inoltre c’è da far notare per quel che riguarda la sola Ecoadria, che facendo la media delle uscite dichiarate e certificate nell’arco di tempo di circa 150 giorni, ne esce una media approssimativa di un’uscita ogni 2,5 giorni.

La cosa appare alquanto improbabile, perché gli abituali frequentatori del porto non l’hanno mai vista uscire tanto spesso.

In ogni caso si tratta di numeri che destano molti sospetti sulla loro veridicità, forse la Magistratura potrebbe fare chiarezza.

Siamo talmente sconcertati, che ci è difficile esprimere un giudizio serio. L’unico pensiero è quello di sperare che i dati siano regolarmente registrati e verificabili.

Se i dati non fossero reali, i costi per uscite e per kg. pescato aumenterebbero ancora. In attesa di altri documenti ufficiali dalla Regione, per ora ci fermiamo qui.

È singolare che al controllo e certificazione degli operatori citati nell’elenco di cui sopra, sia stata incaricata la stessa OP. In pratica il controllore e i controllati sono la stessa cosa. Che sia per questo il motivo della loro ritrosia nel fornirci le informazioni richieste? Sempreché queste particolareggiate informazioni, fossero presenti nel famoso file che il Direttore del mercato ittico voleva mettere a disposizione del M5S. C’è anche da domandarsi, come mai le uscite siano state fatte solo durante la primavera/estate, forse nelle altre stagioni il mare si autopulisce?

P.S. Ma in Comune, qualche controllino, lo hanno mai fatto, visto che lo stesso Comune è capofila del progetto? Viene anche da pensare a una dormitina in Regione.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci