RAZZIE AWARDS

A Bellaria si potrebbe portare una novità: un nuovo premio, e i giudici dovrebbero essere i cittadini.

Analogamente al contraltare dei premi Oscar, che “premia” i peggiori che si sono distinti nei vari settori, si potrebbe istituire un “Razzie Awards” per la politica, come riconoscimento ai peggiori.

Perché, parliamoci chiaro, di migliori nella politica bellariese è davvero difficile trovarne, e se eventualmente ci sono, o ci sono stati, mai han fatto parte del “governo”.

Proviamo a ricordare il passato per capire se si può credere in un futuro migliore.

È partita la campagna elettorale, e sorprendentemente senza lavori elettorali: questa è indubbiamente una nota positiva: non usare il denaro pubblico per conquistare voti è fonte di speranza per il cambiamento.

Già a priori consigliamo di non considerare troppo i programmi: chiunque governerà, sarà stato bravo se riuscirà a realizzarne il 20%.

Già rileviamo che nessuno ha parlato dei finanziamenti a Verdeblu; nessuno ha detto quale sarà il futuro del mercato ittico; nessuno ha detto che ridimensionerà i privilegi.

Tutti sbandierano mega progetti: il porto; la darsena; la zona colonie ecc. Nessuno dice come saranno finanziati: non c’è un’idea di Real Politik.

Invece di sognare cose difficili da realizzare, si dovrebbe pensare a come sistemare l’esistente; non solo in funzione del turismo, ma anche per i residenti.

Sembra che i cittadini debbano essere riverenti verso il turismo e rinunciare a un minimo beneficio concreto. Visto che alla fine, sono le tasse pagate dai cittadini che i politici spendono. Non stiamo parlando di quei minimi diritti cui il Comune è obbligato, ma di politiche sociali più ampie, veramente al servizio dei cittadini, che al contrario di oggi alleggeriscano loro la vita.

La città è ferma da tantissimo tempo, e rammarica sentir parlare certi politici del tutto estranei alla realtà bellariese. Secondo loro il percorso tracciato da Enzo Ceccarelli è da continuare. Pensare che Ceccarelli possa essere il padre putativo di un nuovo governo di centrodestra, oppure da considerarsi una risorsa, ci lascia interdetti. Per il centrodestra sarebbe molto meglio dimenticare Ceccarelli e affidarsi a nuove persone.

I giochi di potere degli ultimi vent’anni, le gelosie, il culto della personalità, gli affari da tutelare, i privilegi da mantenere o addirittura da aumentare, hanno distrutto questa città, e per cosa? Il potere fuso all’economia a vantaggio di pochi?

Del resto è difficile che le cose possano cambiare quando i cittadini si lasciano incantare come avessero i paraocchi. Sarebbe ora di aprirsi alla realtà, smetterla con le ideologie che prima erano molto care alla sinistra e oggi sono ancor più care alla destra.

Chi amministra è al servizio della comunità; non il contrario com’è stato fino ad oggi. È mai possibile che anche il minimo diritto debba considerarsi un favore dell’amministrazione e che per ogni minima cosa si debba fare una trafila sfiancante?

Il concetto che da sempre in politica si usa è: il potere concede (il minimo) e tu devi solo ringraziare. Questo avviene da tempo immemorabile e non solo da noi.

Non è vero che chi è al potere ha sempre ragione, altrettanto lo è per i cittadini. È però vero che chi è investito del potere decide e i cittadini possono solo accettare.

Non esiste un equilibrio tra queste due entità. Chi può ristabilire quest’equilibrio è solo chi detiene il potere; ma non è interessato a farlo. Chi mira al potere è un ambizioso, e l’ambizioso usa gli altri come strumenti per raggiungere il suo scopo.

Così, ogni cinque anni, firmiamo la solita cambiale in bianco e la consegniamo a chi, come al solito, ci riempie di illusioni destinate a rimanere tali.

Ci concedano almeno la soddisfazione dei Razzie Awards per il peggior politico dell’anno. L’unica difficoltà starebbe nello scegliere tra un notevole numero di candidati.

 


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci