OLTRE L’ASSURDO: L’APPROVAZIONE DEL PSC

Oggi è una giornata funesta per la città di Bellaria Igea Marina. La tragedia che si è abbattuta per la morte dell’Ispettore Attilio Sebastiani, non ha precedenti nell’ambito dell’ Amministrazione della città. Belligea è consapevole di tutto ciò. Di fronte alla morte ogni forma di collera e odio, dovrebbe scomparire e lasciare spazio alla pietà.

Ma la vita va avanti, forse non come prima, ma deve andare avanti. Ed è per questo che noi di Belligea, come sempre, continueremo a fare il lavoro che ci siamo imposti: quello di monitorare sugli argomenti della città.

Domani 25 ottobre, l’amministrazione, dopo 9 anni, intende approvare il famigerato PSC: strumento urbanistico morto ancor prima di nascere.

Noi di Belligea abbiamo più volte scritto su questo argomento, evidenziando le numerose incongruenze e lacune, e soprattutto l’aristocratica imposizione dall’alto di uno strumento che dovrebbe riguardare l’interesse dell’intera città.

Intendiamoci: la maggioranza ha i numeri per poterlo approvare, nessuno nega questo. Ma non ne ha la legittimità morale, né tanto meno la consapevolezza, a nostro avviso, di ciò che intende compiere.

Ci riserviamo più di una perplessità su questa approvazione, ed elenchiamo anche il perché di questa nostra contrarietà.

In primis la totale mancanza di un percorso partecipativo. Questo PSC è nato nelle segrete stanze del palazzo, all’insaputa dei tecnici locali (salvo ovviamente quelli di palazzo), tenendo nella totale oscurità i cittadini.

Ceccarelli and company hanno evidentemente dimenticato le proteste con cui gridavano verso l’amministrazione Scenna nel lontano 2008/9, quando reclamavano a gran voce lo slogan “URBANISTICA PARTECIPATA”.

Come secondo punto vorremmo ricordare che le analisi di studio furono svolte nel 2007, quando le previsioni sul futuro della città erano totalmente differenti rispetto ad oggi. Inoltre la Conferenza di partecipazione (atto obbligatorio che vincola le linee di indirizzo), venne siglata nel dicembre del 2008. Motivo per cui non è possibile approvare un PSC con modifiche sostanziali rispetto ai documenti definiti nel lontano 2007-8, pena la riapertura della nuova Conferenza di partecipazione che non vi è stata.

Il terzo aspetto è che il PSC include come strumentazione il RUE (regolamento urbanistico edilizio) e il POC. Quest’ultimo, il Piano Operativo Comunale, è lo strumento che permette alle linee strategiche presenti nel PSC di essere concretamente applicate. La mancata produzione del documento del POC, rende monco e inapplicabile, di fatto, il nuovo piano urbanistico.

Quarto e ultimo punto: a breve la nuova legge regionale introdurrà un nuovo strumento urbanistico, sorto proprio per congedare la tipologia strumentale del PSC, RUE e POC, obsoleti e anacronistici, introducendo il PUG (piano urbanistico generale) e gli Accordi Operativi. Una sorta di “Piano Idea” sui modelli anglosassoni più dinamici e flessibili nella loro applicabilità. Un modello operativo abbondantemente suggerito anche da Belligea, che avrebbe potuto essere l’inizio di un serio studio sugli sviluppi di riorganizzazione del territorio.

Il rischio, ora, è quello di un pastice senza precedenti. Bellaria Igea Marina si è vista calare dall’alto uno strumento nato in un altra epoca e morto ancor prima di essere approvato a causa della sua incongruenza coi problemi reali della città, della sua incompletezza e della sua obsolescenza da documento archeologico.

Certo, l’amministrazione hai i numeri per poterlo approvare e di fare col PSC ciò che l’allora giunta Scenna fece con il piano colonie, in cui provvide ad approvare un piano incompleto ed inapplicabile, al punto che venne poi abrogato dalla neo giunta Ceccarelli con la condivisione del PD, che nel frattempo era divenuto minoranza.

L’approvazione del PSC è un puro atto amministrativo, di uno strumento, calato con prepotenza dall’alto delle segrete stanze. Privo di tutto ciò che dovrebbe possedere e indicare un vero piano urbanistico per una città. Mentre gli altri comuni approdano verso i Piani Idea con la futura strumentazione dei PUG e gli Accordi Operativi, noi transitiamo dal PRG per giungere nel PSC: UNO STRUMENTO MORTO ANCOR PRIMA DI NASCERE.

P.S. Giusto per ricordare quanto veniva scritto in prima pagina nel periodico Il Nuovo n°19 nel dicembre del 2007 dall’allora direttore Claudio Monti riguardo la questione del PSC con un articolo a caratteri cubitali dal titolo “Quale futuro per questa città?”, che concludeva in questo modo Ovviamente siamo solo agli inizi e a questo argomento dedicheremo molta attenzione. Lo sviscereremo con l’aiuto di “attori” diversi, ma da subito una proposta la lanciamo: l’amministrazione comunale si faccia promotrice di più tavoli di lavoro permanenti, guidati da persone e competenze diverse, magari coinvolgendo anche l’università di Rimini. La sfida è troppo grande per essere affrontata con metodi vecchi e logiche da piccola bottega politica.”

Peccato per Ceccarelli and Company, che proprio attraverso il Nuovo trovarono il loro principale sostegno mediatico, abbiano poi fatto l’esatto contrario.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci