L’Europa frena?

Se Atene piange, Sparta non ride. ancor oggi la famosa frase tratta dall’Aristodemo di Vincenzo Monti in relazione alla Guerra del Peloponneso che vide la vincitrice Sparta uscirne indebolita quanto la sconfitta Atene, sembra essere quantomai attuale.

La caduta del Pil italiano continua ( -0,1 luglio-settembre ) ma lo stesso accade a Parigi con un -0,1 verso una crescita stimata a pareggio ( zero ) e a Berlino dove si attesta solo ad un +0,3 sempre nello stesso periodo di riferimento, il terzo trimestre. Anche il Pil dell’Eurozona dovrebbe chiudere l’anno con una perdita dello 0,4 per cento invece dello stimato 0,6 e nel 2014 si prevede una crescita dell’1 per cento contro quella stimata dello 0,9. A causare la frenata francese è stato il calo dei consumi interni a fronte di una diminuzione delle esportazioni e di una crescita delle importazioni. La frenata di Berlino, -0,3, sotto di quattro punti nei confronti del secondo trimestre, era stata prevista dagli esperti.

La politica italiana sembra non rendersi conto che la situazione sta diventando seria, con un Pil in rosso da 27 mesi e che gli inviti della BCE sono esattamenti uguali a quelli dell’industria privata italiana la quale sta chiedendo sin dal governo Monti seri interventi nel settore del lavoro, dei beni e dei servizi. In poche parole la ricerca di nuove forme di tassazione non è la medicina giusta, anzi è un rimedio peggiore del male. Eppure il Governo non sembra o non vuole rendersi conto che è necessario dare alle industrie denaro per gli investimenti ( = posti di lavoro ) e ai privati denaro per comperare o investire. Nello stesso tempo il Governo deve mettere le mani sullo Stato e tagliare tutte le spese non dedicate ai servizi: la BCE tra l’altro rileva che “nonostante le misure già prese e quelle annunciate nel 2014, in Italia resta alta la tassazione sul lavoro e il capitale”, cioè il cosiddetto cuneo fiscale. Rileva anche che “Il surplus commerciale della Germania può rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell’Eurozona”.

L’alleanza della Germania con la Francia, risalente all’associazione Merkel-Sarkozy per tenere sotto controllo i mercati italiani e acquistare industrie e marchi italiani, forse comincia a scricchiolare. In realtà l’Eurozona è una struttura a tre piedi e se uno di questi viene a mancare..

Massimo Scalzo