Bellaria Igea Marina 4.

Siamo infine giunti all’ultima puntata di questa breve storia, più di Rimini che di Bellaria Igea Marina e il motivo sarà chiaro ben presto.

rocca-verucchio-cene-medievaliRimini, nonostante il già citato abbandono in età altomedievale e il successivo ripopolamento, mantenne intatti i confini cittadini: per secoli rimasero infatti coincidenti con le vecchie mura risalenti all’età aureliana e anche in seguito non vi furono modifiche sostanziali all’impianto ormai consolidato della città. Le vaste aree libere parzialmente coltivate a orti che esistevano nel tessuto urbano furono rimarginate solo tra la metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Dai primi anni dell’800 l’immigrazione e soprattutto la necessità di portare fuori dalla cinta muraria le attività produttive portarono alla nascita dell’attuale borgo Mazzini che si aggiunse a quelli di San Giuliano e San Giovanni, esistenti rispettivamente almeno dall’11° secolo 16° secolo, anche se più volte ricostruiti.

BellariaFSEscludendo la costruzione dello stabilimento balneare (1843) e dei primi villini a mare (1870), collegati alla città storica tramite il nuovo Viale Principe Amedeo, solo dall’inizio del Novecento la città conobbe una prima espansione oltre la cinta muraria, verso la stazione ferroviaria e lungo Viale Tripoli.
L’espansione urbana divenne più intensa negli anni del ventennio fascista, quando avvenne il raccordo della città turistica con la città antica, la cui storica separazione rimase legata alla presenza della linea ferroviaria. I terreni agricoli compresi tra il mare e la ferrovia, lungo la direttrice litoranea, furono in gran parte edificati in seguito al forte sviluppo turistico.
5Nel secondo dopoguerra l’espansione di Rimini avvenne prevalentemente tramite lottizzazioni di piccoli proprietari agricoli, poi dai primi anni ’60 i nuovi complessi di edilizia economica e popolare e l’espansione delle nuove periferie e la definitiva saturazione della fascia a mare della linea ferroviaria portarono ad una saldatura della città con le frazioni litoranee e gli altri centri della Riviera romagnola dando vita a una urbanizzazione costiera estesa oltre 50 km.
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Agli inizi del ‘900 con la moda dei bagni a mare, molte famiglie facoltose delle città cominciarono  a trascorrere le vacanze nelle casette affittate dai pescatori che durante il periodo estivo si trasferivano in capanni di legno nella zona che si estendeva sulla sinistra della foce dell’Uso, una borgata di case di pescatori che ricoveravano le proprie barche nel fiume.

images Nel 1905 Vittorio Belli, medico e studioso di botanica, diede il nome della dea Igea, figlia di Asclepio a un villaggio per le vacanze, da lui progettato nella pineta tra l’Uso e la Torre Pedrera. “Marina” fu associato al nome Igea, quando nella zona meridionale si installarono colonie estive per bambini. Ancora oggi il tessuto urbano ortogonale di Igea Marina ricalca quello progettato dal suo fondatore e le strade portano gli originari nomi dei poeti e filosofi classici latini.  In seguito cominciarono a essere costruite quelle ville che ancor oggi si possono ammirare.
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L’ulteriore sviluppo del secondo dopoguerra e il boom economico comportarono uno sviluppo incredibile della principale attività del luogo, il turismo balneare, e a ragione, nel 1956 venne istituito il comune di Bellaria Igea Marina per scorporo di cinque frazioni del comune di Rimini: oltre a Bellaria e Igea Marina, Bordonchio, Cagnona e Borgata Vecchia.

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Belèria-Igea Marèna è il comune più giovane d’Italia, si è sviluppata moltissimo negli ultimi quarant’anni, organizza diverse manifestazioni d’importanza nazionale come il Bellaria Film Festival, alcuni dei suoi vincitori in seguito hanno avuto importanti riconoscimenti e premi.

images xx                                                                                               ( massimo scalzo )

Massimo Scalzo