La Medicina del Terzo Millennio – 2

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di massimo scalzo

Si è accennato nel precedente articolo alle difficoltà che la ricerca scientifica incontra nella scoperta e nello sviluppo di nuovi farmaci sia per gli elevati costi che per le limitazioni legislative. Un escamotage cui si ricorre spesso e che può essere affrontato anche da Case farmaceutiche di medie dimensioni è quello di trovare nuove formulazioni di uno stesso principio attivo o di un nuovo sistema di somministrazione. Un esempio possono essere le capsule contenenti il farmaco, il principio attivo, resistenti all’acidità gastrica: il nostro stomaco assorbe, quindi immette nel sangue senza passare dal filtro epatico, acqua, alcool e soluzioni soprasature, categoria questa in cui si possono elencare i farmaci. Già nell’800 si sapeva che l’alcool ( whisky, rum, gin ) annacquato ubriacava prima di quello puro. Il nostro stomaco ha una superficie di assorbimento ridotta ma soprattutto immediata: facendo si che il farmaco venga assorbito a livello dell’intestino, la cui superficie è anche di gran lunga superiore, questo passa attraverso il fegato e viene rilasciato lentamente nel sangue, garantendo quindi con la stessa quantità una durata di azione più lunga ( le cosiddette formulazioni Retard o Sid = semel in die ).

L’esempio forse più emblematico è quello di una sostanza chimica testata nei mesi successivi all’assassinio del presidente John Kennedy per somministrare farmaci al governatore del Texas rimasto ferito nell’attentato, il quale necessitava di massicce quantità di antidolorifici. Questi farmaci, noti come FANS ( Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei )  hanno come temibile effetto collaterale il danneggiamento della mucosa gastrica, anche fino alla perforazione dello stomaco, in quanto inibiscono sostanze prodotte dal nostro organismo che sono necessarie a mantenere lo strato di muco che protegge dall’azione degli ‘acidi gastrici’ indispensabili alla digestione. Questa composto, il DiMetilSolfOssido ( DMSO ) già oggetto di studio e presente nella farmacopea internazionale era conosciuto per la capacità di trasportare altre sostanze nei tessuti per contatto con la pelle ed è stato successivamente usato per molti anni per somministrare localmente un vecchio farmaco antivirale, tossico per via sistemica ( iniezioni ). L’associazione con il Dimetilsolfossido permetteva al principio attivo di penetrare attraverso la pelle ( la cui parte sottostante, detta membrana basale, è una barriera che creme e gel non possono superare ) e prevenire il danneggiamento della fibra nervosa a livello della schiena e del torace in quello che tutti conoscono come “fuoco di S. Antonio” ( Herpes Zoster ).  L’avvento di nuovi antivirali non tossici per l’organismo, ha fatto abbandonare questa particolare via di somministrazione.

Nuove vie di somministrazione e nuove associazioni sono al momento la prima linea di difesa della medicina in attesa che le ricerche in atto diano i risultati sperati e che l’ingegneria genetica sia in grado di sostituirsi alla farmacopea in una parte non ancora quantificabile ma al momento ristretta a campi selezionati quali la lotta ai tumori, le malattie su base genetica, i processi riparativi di organi compromessi da traumi ( lesioni del midollo spinale ) o da malattie. Esiste tuttavia una seconda e molto promettente linea di difesa che si affianca alla medicina tradizionale e della quale avremo modo di riparlare presto.

Massimo Scalzo