FASE DUE: E I NOSTRI FIGLI?

Il nuovo decreto che lasciava un vuoto importante rispetto alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si sta arricchendo, ma con una proposta per la riapertura delle scuole inadeguata dal punto di vista metodologico, didattico, peda-psicologico. Presenta delle falle anche per quanto riguarda aspetti economico-finanziari, perché un genitore dovrà scegliere se andare a lavorare o seguire i figli.

Il progetto del governo prevederà l’alternanza didattica. Quelle stesse classi sempre numerose come lo sono state finora, definite più volte classi-pollaio dalla stessa ministra dell’istruzione, parteciperanno alle lezioni suddivise: metà con presenza in classe e metà connesse da casa con le varie tecnologie.

Questa è la migliore soluzione a cui ministero, esperti e comitati scientifici sono giunti. Tale proposta non tiene conto delle caratteristiche intrinseche dell’apprendimento che si basa sulla relazione, la fiducia, la vicinanza dei tempi individuali di concentrazione degli alunni e non potrà tener conto delle fragilità delle fasce a rischio, e nemmeno del valore sociale, aggregativo della scuola.

Dimostra, inoltre, di non leggere i reali bisogni delle famiglie in cui i genitori lavorano e non si potranno occupare dei figli che sono in DAD, e ciò non dovrebbe essere delegato loro.

Stiamo sperimentando il coinvolgimento sempre più attivo degli organi locali su queste decisioni, i quali si stanno misurando su soluzioni nuove, possibilmente adeguate alle esigenze delle famiglie. Mi domando come potrà occuparsi di tutti questi temi la nostra Amministrazione, in quanto tale riforma governativa si innesta su un tessuto già indebolito per l’assenza di politiche scolastiche ed educative a cui si aggiunge la mancanza già da anni di un coordinamento pedagogico stabile.

Per lavoro sono in continuo contatto con famiglie e sono io stessa una madre. Quindi ci chiediamo: come ci si intenderà occupare dei nostri figli? Abbiamo appreso la volontà di aprire i centri estivi, ma come verranno organizzati, saranno realmente attuabili? Riguardo ai giovani, quali luoghi e progetti sono stati pensati perché possano riappropriarsi della città al più presto?

Ogni intervento in un’area avrà ripercussioni in un’altra. La ripresa dell’attività turistica deve tener conto di tutti i cardini dell’ingranaggio società. A livello territoriale, conosciamo bene gli orari di lavoro degli stagionali. I minori e la serenità delle famiglie devono essere parte integrante della fase 2.

Dott.ssa Melissa Ciacci, psicologa-psicoterapeuta


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