LA RUOTA DEL PAVONE

Come sappiamo, la splendida ruota del pavone serve per il corteggiamento della femmina. Si potrebbe pensare che sia una cosa esagerata per una funzione così semplice. Evidentemente, però, se l’evoluzione ha dotato questo pennuto di un apparato così appariscente, una ragione senz’altro c’è.

Cosa centra tutto ciò con l’argomento di oggi?

C’è un consigliere comunale che, ebbro di un presunto successo elettorale non a lui attribuibile, in questo momento plumbeo della nostra storia non esita nel pavoneggiarsi sventolando di giorno in giorno, complice una testata locale, una serie di “proposte” che, a ben guardare, hanno l’apparenza delle penne della coda del pavone. Questa analisi parte dalla semplice constatazione che quanto leggiamo altro non sono che futili enunciazioni.

Princìpi che non si possono tradurre in atti che possano essere concretamente realizzati da una amministrazione. Da consigliere comunale (di minoranza) non ci si può lanciare in progetti da eurodeputato o da parlamentare.

Senza i numeri a sostenere i progetti e senza una collaborazione con chi governa, è solo aria fritta.

Si potrebbero cercare investitori, ma se non si trovano? Sì, ma ci sono i fondi europei. E se non li si ottiene?

Per cui il blablabla vuoto e inconsistente, l’iperattività, il continuo sfoggiare le proprie competenze, saranno come le inusitate capacità di un certo innominabile? Sciorinare la propria cultura cercando in questo modo di evidenziare la, da lui presunta, poca cultura degli altri, serve alla città, o è solo un atteggiamento come l’esibizione della coda per il Pavone?


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci