LE PAROLE NON DETTE

La scena si apre sulla sala del Consiglio comunale, che com’è facile immaginare è piena di gente. Sono un po’ tutti in libertà, d’altronde fa già caldo. Il tempo trascorre, ma ancora gli attori non entrano in scena. Qualcuno si lamenta ma porta pazienza. La curiosità di assistere a cosa avverrà, supera la noia dell’attesa.

 

Il ritardo fa nascere in molti il sospetto che le trattative siano dedicate alla resa finale. Qualcuno, senza alcuna legittimazione, tenta ancora di comandare. Tutto è in mano al sindaco neoeletto Filippo Giorgetti.

 

Finalmente la scena si anima, i Consiglieri prendono posto, ma le loro espressioni sembrano manifestare una certa tensione. Al contrario l’opposizione sembra a suo agio, che sia un segno premonitore?

 

Poco dopo arriva il Sindaco; è solo, con lui non ci sono gli assessori. Dopo un attimo di sorpresa si pensa che arriveranno quando saranno chiamati dal Sindaco.

 

Filippo Giorgetti indossa la fascia di Sindaco e recita il giuramento, poi nomina il suo vice. Il grande gioco sta per iniziare. Filippo, che è rimasto sempre in piedi, pronuncia il suo discorso: «Rassegno le mie dimissioni – nella sala già silente cala il gelo – la mia vittoria perde significato nel momento in cui una forza politica pretende di imporre la sua linea politica, i nomi degli assessori e delle loro deleghe, ascoltando di fatto chi nemmeno è seduto in Consiglio Comunale.

Non è possibile per me, per la mia integrità morale, accettare imposizioni. Mi sono candidato per essere il sindaco di tutti e non per essere al servizio di interessi particolari, e visto che non mi è possibile governare in piena libertà, rimetto il mio mandato. Questo è quanto e scusate il disturbo

 

Dopo un attimo di sconcerto tutto il pubblico della sala applaude. Evidentemente tutti apprezzano che Filippo non sia sceso a compromessi, che non è lì solo per occupare una poltrona.

Rabbia e delusione invece sulle facce di quei consiglieri che pretendevano di imporre quelle scelte che invece Filippo ha rifiutato.

La responsabilità di quanto accaduto tutti sanno di chi è, e dall’applauso finale si direbbe che la città stia tutta con Filippo.

 

Questa scena immaginaria è quella a cui avrei voluto assistere. Invece Filippo ha scelto una via diversa, forse cercando una governabilità per il bene della città.

Scelta responsabile di certo, ma accolta tiepidamente dai cittadini.

Si fosse andati a nuove elezioni, è opinione comune che Filippo avrebbe vinto a mani basse e quella parte politica che intendeva pilotare il sindaco, avrebbe perso la metà dei consensi.

 

Sarà solo il tempo a dirci se la scelta di Filippo è stata quella giusta.

C’è un ma: un raffinatissimo disegno politico che potrebbe essere in atto. Siccome è anch’esso immaginario (per ora), non diremo di cosa si tratta.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci