LEONI E CANI

La domanda nasce spontanea, come diceva Lubrano: chi sono i leoni e chi i cani?

Limitandoci alla nostra città, possiamo affermare che i leoni della vita e dell’economia bellariese non sono i Ceccarelli né gli altri sindaci degli ultimi decenni, bensì sono i Foschi, i Savini, i Valentini, i Giorgetti, i Gasperini, gli Urbinati del Rio Grande. Tutti pionieri del nostro turismo, che dal niente hanno creato i loro imperi con umiltà e dedizione.

Ma i falsi leoni si sono avventati su questi patrimoni, frutto del lavoro, dell’ingegno e dell’intelligenza di questa gente, cercando di smantellare il buono che era stato costruito.

Sono proprio quelli come Ceccarelli, che pieni di invidia e livore, ne hanno divorato i cadaveri. Hanno imposto le loro scelte portando la città a un livello drammaticamente basso. Oggi si può solo sperare di poter risalire.

È l’arroganza che permea queste piccole persone, povere d’animo ma ricche di presunzione, di basso livello intellettuale, rozzamente virili, sfacciatamente ineducati e incolti, che mai sazie del loro odio e sete di potere, insistono ancora per dominare la scena.

Abbiamo bisogno di coesione, di essere una comunità unita, non di arrivisti megalomani convinti di essere il centro dell’universo, anche perché il centro dell’universo non esiste: lo afferma la scienza.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci