F1, Melbourne: alba rossa.

Svegliarsi da un incubo lungo tre anni e vedere una macchina rossa tagliare in solitario il traguardo dell’Albert Park e sfiorare il muretto in risposta alle braccia festanti che si agitano oltre la rete metallica… svegliarsi e vedere sul podio, al centro, una tuta rossa mentre gli inni tedesco e italiano riportano alla memoria fasti ormai lontani nel tempo… io personalmente vorrei che questa vittoria, in parte annunciata, venisse dedicata a Michael che non è giusto che la F1 dimentichi tanto presto come invece appare.

Venendo alla gara,  direi che la superiorità del binomio Vettel-SF70 sia stata netta perchè non credo che un pilota del calibro di Lewis Hamilton vada facilmente nel panico, specie adesso che non c’è Nico: la sua W08 aveva problemi alle gomme motrici ( surriscaldamento della mescola?) dovuti forse a una maggior potenza del propulsore rispetto al 2016 ma anche alla ricerca di un carico aerodinamico ( T-Wing a tre elementi ) venuto a mancare con l’abolizione del rilascio cinetico delle sospensioni che nelle curve manteneva il fondo della Mercedes parallelo all’asfalto.

Quanto abbia influito il passo lungo su un circuito anomalo con l’Albert Park, ovvero con una minor maneggevolezza della W08, lo scopriremo al prossimo GP, ma resta il fatto che, a fronte di un’uguale velocità massima in rettilineo, la Ferrari è stata superiore, anche se di poco, alle frecce d’argento, sebbene non mi sembra di visto Vettel troppo impegnato nella guida, tutt’altro, visto che ha lasciato a Kimi il giro veloce della gara.

Il che porta a considerare la prestazione del finnico che non ha mai veramente provato a insidiare il connazionale Bottas: ha tirato fuori gli artigli nelle prime due curve del primo giro e alla fine quando Verstappen, rimasto unico portacolori della RBR dopo i guai meccanici di Ricciardo, ha affondato il piede alla caccia del quarto posto. Sembra quasi che Kimi abbia voluto evitare di strafare e accontentarsi di un sicuro quarto posto… ma è anche vero che con lo stesso motore dovrà farci altre quattro gare e poi con queste “termoelettriche” siamo abituati a vedere la classifica di GP accorciarsi negli ultimi giri a discapito dello spettacolo.

E infatti Liberty Media non esordisce bene: una gara che ha entusiasmato, alla fine, solo per la vittoria della Ferrari, perchè in pista di spettacolo ne abbiamo visto davvero poco, quasi a far rimpiangere le gomme “a scadenza programmata” degli ultimi anni. Ma cosa si aspettavano Todt&C. dopo le modifiche aerodinamiche che rendono le monoposto in scia quasi inguidabili? Certo i primi cinque al traguardo non hanno avuto problemi a superare da Perez ( 11°) a Vandorne ( ultimo ) staccati tutti da uno a due giri, e anche questo deve far riflettere la FIA: una F1 di serie A con Ferrari, Mercedes e Red Bull davanti e tutti gli altri a più di un minuto. Vedremo cosa tirerà fuori dal cilindro Jean Todt con la speranza che Ross Brown e Liberty Media non seguano  strade già percorse da Ecclestone…

Concludo con cenno al debutto di tale Antonio Giovinazzi da Martina Franca, catapultato al volante della Sauber sabato mattina che con una sola ora di prove libere sfiora la Q2 e arriva 12° in gara. E’ italiano DOC ed è il terzo pilota Ferrari… Kimi Raikkonen è avvertito.

Classifica-Gran-Premio-Australia-F1-2017-7


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Massimo Scalzo