GP di Monza: analisi gara.

Analisi gara… è veramente imbarazzante commentare un GP praticamente finito a metà del primo giro, lasciando solo la relativa suspense dei pit-stop, vedi mai ci scappasse un “insafe release” o un incrocio di traiettoria o un cerchione incastrato oppure qualche contatto, poco probabile una volta imbrigliato l’olandese furioso ( Verstappen )

Più che un GP è stata una sfilata di F1 verso la Parabolica e sul lungo rettilineo verso la prima variante ( con l’eccezione del sunnominato alla Roggia ) che si perdevano tra gli alberi del parco per ritornare all’Ascari e questo per 55 volte ( 53 giri più giro di formazione e quello di rientro ). Un solo contatto in gara, un solo penalty, una sincera e fragorosa risata di Fernando ed è andata bene all’ingegnere che non ha rimediato una quasi doverosa pernacchia, ma solo perchè le radio sono libere, per così dire.

Monza vive di storia, putroppo, non è adatta a queste macchine che raddrizzano le curve, che devono uscire di scia per non mandare arrosto la “pauer-iunit” e che devono ricorrere all’ala mobile per superare… e alzi la mano chi non ha gustato più il podio, con siparietto, della gara stessa ( partenza esclusa ) grazie sì ai piloti ma soprattutto grazie al tifo Ferrari, che se mancasse la Scuderia di Maranello sarebbe tutta un’altra storia, non solo a Monza.

Inutile prendersela con la Mercedes che giustamente domina questi ultimi anni, ma con chi ha sciaguratamente bloccato lo sviluppo, introdotto il parco chiuso e voluto i cambi gomma obbligati e diretti dal fornitore unico. E’ legge non scritta che indietro non si torna, niente gomme che durano una gara, nè motori che esplodono se vanno in fuorigiri, ma qualche provvedimento va preso in fretta altrimenti tra un pò le gare se le vedranno Ecclestone, Todt, Whiting, commissari e giornalisti.

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Massimo Scalzo

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