Ogni Stato Ue deciderà tra ora solare o legale.

L’annuncio arriva dopo che giovedì la stampa tedesca aveva rivelato i risultati della consultazione lanciata dalla Commissione in tutta Europa, per verificare se andasse o meno aggiornata la direttiva del 2.000 che regola lo spostamento delle lancette dell’orologio due volte l’anno. Secondo le fonti Ue citate dal giornale Westfalenpost, una maggioranza schiacciante vicina all’80 per cento avrebbe «votato» a favore dell’abolizione dell’ora legale nella «consultazione più partecipata di sempre». Quasi 5 milioni di persone avrebbero risposto all’appello lanciato dalla Commissione su impulso del Parlamento europeo. «La Commissione lavora tanto per eliminare l’ora legale, ma se ne frega di lavorare per ottenere finalmente un’immigrazione legale. Gli italiani pagano miliardi per cambiare lancette agli orologi…», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una nota.

«Milioni di persone hanno risposto e credono che dovrebbe essere così», ha detto ancora Juncker nell’intervista televisiva, annunciando la pubblicazione dei risultati della consultazione. «La gente vuole questo e lo faremo», ha concluso, pre-annunciando l’orientamento della Commissione per l’estensione dell’orario estivo: se al termine dell’iter legislativo la proposta venisse accolta, sarebbe dunque abolito nell’Unione — come richiesto in particolare dai Paesi nordici — il ricorso al doppio spostamento delle lancette in marzo e ottobre.

 

L’idea di Benjamin Franklin

L’ora legale è un’idea introdotta nel 1784 come espediente per risparmiare energia dallo scienziato Benjamin Franklin, tra i Padri fondatori degli Stati Uniti. Perché la sua idea potesse trovare seguito, fu necessario aspettare fino al 1916, quando a Londra la Camera dei Comuni istituì l’ora estiva come misura economica per far fronte ai costi della Prima Guerra mondiale. Gli Stati dell’Ue introdussero in tempi differenti il regime della doppia ora come escamotage per ridurre l’impatto della crisi energetica, nel corso dei primi anni Settanta. L’Europa, come Comunità economica europea, già nel 1981 ha iniziato a mettere mano alla questione, risolta con l’attuale direttiva (in vigore dal 2002) che ogni anno fa regolare gli orologi di tutte le case due volte. ( fonte: corriere.it )


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Massimo Scalzo