GP dell’Azerbaigijan: la folle Giostra di Baku.

Nella folle giostra di Baku, ultima eredità del patron Ecclestone, un circuito non adatto alla F1 perchè di fatto non è possibile ripulire la pista in tempi accettabili, dopo numerosi contatti con pezzi di alettoni sparsi un pò ovunque, protagonista è stata anche quella tartaruga muscolosa della SC, tutta scena e niente sostanza: è ora di mettere in pista una vettura che sia all’altezza delle F1 che vanno in crisi di temperatura e anche basta con questo monopolio AMG. Il migliore senz’altro Daniel Ricciardo che ha condotto un’accorta gara di rimonta tenendosi lontano dai ( numerosi ) guai: anche senza la penalizzazione di Vettel sarebbe arrivato a podio e il suo messaggio alla parte della RBR che tifa per il blefaroptosico Madmax è diventato ancor più chiaro.

Raikkonen gioca all’autoscontro con Bottas – senza torto o colpa – e trova anche il modo di distruggere mezzo doppio fondo per non ritornare ai box a velocità più consona con una gomma forata: e si piglia pure un drive-trough per colpa della squadra. Mi sorge il dubbio che in qualche modo abbia ereditato parte della jella di Massa. Qualcuno gli regali un portafortuna, tipo un bel corno rosso con tappo dorato a vite per razione di emergenza di vodka.

Gara esemplare di Bottas che ripartito dal fondo brucia al fotofinish Stroll e brutta figura di Lewis che non contento di essersi fatto tamponare da un Vettel nervoso a causa della muta di auto che aveva attaccate ai tubi di scarico( a 49 km/h! in uscita di curva per distanziarsi dalla SC: ma ancora con questi giochetti? ) chiede al muretto di far rallentare Bottas per infastidire Vettel: ora l’inglese ha detto che qualcosa cambierà… si, è finito il finto idillio con Vettel ed era ora, ora vedremo se Lewis sarà tanto forte psicologicamente nei confronti di Vettel come lo è stato nei confronti di Nico che conosceva da quando erano ragazzini. Chi cerca la risposta guardi i suoi occhi nelle interviste post-gara e poi quelli di Vettel.

Peccato per Massa ma un plauso alla guida accorta di Stroll e mi rimangio il ” Stroll: un nome nessuna garanzia” detto a proposito del GP del Canada. Stenderei un velo pietoso sulla figuraccia mondiale della Force India per rilevare ancora una volta la gara senza risparmio del buon Alonso e della sua Honda-Moka molto poco expres. Figuracce a non finire per i motoristi giapponesi ( cfr. Toyota ) che anni fa ( molti ) erano i migliori.

E veniamo all’episodio clou della gara. Per favore non parliamo di “falli” di reazione nel Sancta Sanctorum del Motorsport, ma direi piuttosto di “fallo alla Schumacher” non certo dovuto al fatto che Vettel abbia staccato le mani dal centro di controllo della monoposto, quello che una volta si chiamava il volante, insomma ( ma in F1 le mani, almeno una, si tengono sul volante ). Sebastian con la sua sportellata ha mandato un chiaro messaggio a mr. Hamilton: non fare i giochetti alla Rosberg con me perchè la prossima volta ti metto a cavallo del guard-rail. Che il messaggio sia stato recepito si è visto nelle fasi finali quando Hamilton ha provato una sola volta a passare la spompata SF70 ma si è attaccato… alla radio.

Se Vettel ha un difetto credo sia lo stesso del Kaiser: poco tedesco e molto italiano e ha praticamente buttato al vento la vittoria per fare a sportellate in stile DTM o Borgata del Trullo, fate voi. A me sta bene così.

Massimo Scalzo