Definirsi o sparire

mosconi 2Caro Direttore.

Verso la prima quindicina di ottobre del 2013 appresi del tuo giornale on line. Tu mi avevi contattato per una  eventuale futura sponsorizzazione: la cosa mi incuriosì e con un po’ di diffidenza (perché praticamente non ti conoscevo) iniziai a collaborare firmandomi con uno pseudonimo:  La Mosca.  

Nell’ottobre  2005 a 54 anni (rimettendomi in gioco professionalmente) avevo iniziato  un’avventura “quasi imprenditoriale” : il lancio dello sportello della Banca Popolare di Ancona. Avevo contattato l’allora Direttore del Nuovo (che stimo tantissimo come persona e giornalista) per alcune inserzioni pubblicitarie relative allo start up dello sportello:  mi fu risposto con molta diplomazia che il giornale aveva un sponsor egemone che non avrebbe gradito la pubblicità di un concorrente.

 Il Nuovo era nato da una cordata di operatori economici  che volevano fortemente influire (anche politicamente) nella vita cittadina e uno dei padri fondatori ed ispiratori di allora era Alfonso Vasini , un professionista  proveniente da una storica famiglia cittadina,  allora  assai influente anche politicamente.  C’era il Scenna bis che iniziava ad essere percepito dalle categorie economiche  cittadine più importanti come una tragedia.  Quel rifiuto  di denaro che la Banca  che rappresentavo sul territorio offriva ad un “giornale libero” mi fece pensare e rizzare le antenne su quello che si stava preparando.  Nella lunga agonia e nel logoramento della giunta Scenna  venni coinvolto da un consigliere comunale socialista, subentrato  per dimissioni,  che si era posto come unico obiettivo del  suo residuo mandato la realizzazione della darsena.  Un obiettivo in cui  anch’io credevo e nonostante il forte impegno lavorativo che avevo,  mi lasciai coinvolgere. Quel consigliere verso la fine  della legislatura era divenuto praticamente determinante numericamente e si era posto  lo scopo di farmi nominare dall’allora sindaco “assessore per la realizzazione della darsena”  un progetto che si era poi rivelato velleitario. La minoranza di allora puntava ad elezioni anticipate perché la giunta Scenna era talmente logorata da sembrare  sull’orlo del baratro continuamente. Io,  da sempre schierato per l’alternativa politica  in città,  mi sarei sentito di sacrificare la mia credibilità di “oppositore”  per avere quest’opera.  Come  argomentava  il mio mentore politico per convincermi , ero un uomo fuori dai soliti giri, ero stato un consigliere appassionato ma  inascoltato di Portur e potevo fare sicuramente il pubblico amministratore, in fondo se ne erano visti di peggio.

Questa mia possibile disponibilità trapelò ( anche perché avevo firmato un appello pro darsena)  e fui subito attaccato sulla stampa come fossi già assessore. La cosa rientrò rapidamente e mi ritrovai a interloquire di nuovo  con i miei storici compagni di viaggio dell’opposizione. Stavo però intuendo come sarebbe diventata una  città in cui potere politico ed economico  sarebbe finito nelle stesse mani e fu per questo che mi opposi fortemente alla candidatura di Ceccarelli.

Solo diversi anni dopo tanti esponenti politici della sinistra e non solo, mi dettero ragione. La presa del potere di questo centrodestra cittadino è stata devastante per l’equilibrio politico di questa città. I potenti ex esponenti, una volta capito cosa avevano combinato,  si sono sfilati, contemporaneamente  la parte della città che rappresentava una certa economia  della sinistra si è dissolta ovvero si è fusa. Emblematica di questo è stata la denuncia  a Calbucci.  Cosa poteva fare dopo, in queste condizioni,  la sinistra in questa città: nulla,  e nulla è stato.  Ho l’impressione che questo gruppo di potere che un tempo dominava solo una parte di questa città ce lo dovremo tenere a vita. Certo,  molti dei nostri amministratori e loro supporters sono dei bravi ragazzi nessuno lo mette in dubbio. Ci conosciamo bene la città è piccola  e magari ce la mettono tutta : alcuni con passione,  altri con la diligenza di chi pensa di fare un mestiere. Parecchi  di loro però devono cominciare ad ascoltare di più e  sapere discernere se chi li critica  lo fa per fini nobili o per la mera volontà di sostituirsi a loro nell’occupazione del potere.  Da metà novembre sono entrato nel Comitato di Redazione di questo giornale e a parte il mese di ferie di febbraio  credo di aver contribuito con circa 120 “pezzi”. Inizialmente solo  da redattore economico  e poi anche da editorialista occupando anche i spazi sulla politica e il giornale si è arricchito, subito dopo,  di altri collaboratori tecnici.

Cosa vorrà essere d’ora in poi questo poverissimo giornale on line lo deciderà chi l’ha creato col suo comitato di redazione originario. Se vi saranno altri che come me aspirano ad avere un vita democratica equilibrata in questa città battano un colpo,  io credo che ci sia bisogno di diverse voci che suonino spartiti diversi. Questo però non lo potrà fare solo un Direttore la cui salute comincia a risentire del forte impegno e qualche pensionato che qualcuno (poverino) pensa che non abbia di meglio da fare e in cercai una mera visibilità (che non vi sarebbe stata affatto  se uno dei padroni del Nuovo non avesse voluto sapere chi era che si firmava La Mosca). Le idee si fanno valere anche se manifestate in forma anonima se sono  apprezzate.   Non esistono giornali totalmente indipendenti come qualcuno auspica.

 A cosa servono giornali asettici se non ad essere dei modesti notiziari. Il rapido successo di questo giornale on line mostra che un bella fetta della città ha voglia di sentire anche spartiti diversi. Approfitta Direttore di questo momento di pausa che la salute ti impone per approfondire la missione che vuoi dare al tuo giornale. Ovviamente finché ne avrai bisogno il mio impegno rimarrà immutato  ma non potrò tenere all’infinito certe medie. Qualcuno ha detto che siamo due:   certo che scrivono molto siamo due ma abbiamo avuto contributi molto importanti e  c’è un detto che recita : molti pochi fanno assai e questo giornale è assai. Pensaci Direttore e pensateci anche voi lettori.