IL PENDOLO DELLA STORIA

il pendolo della storiaIl pendolo della storia oscilla sapientemente, ripassando quando, chi lo rivede, o non ha assistito al suo precedente passaggio, o la memoria di questo è offuscata dalle nebbie del tempo.

La memoria della storia però, grazie ai testi e alle immagini, è a disposizione di chiunque abbia il desiderio di approfondire le sue conoscenze, ma dovrebbe, anzitutto, servire da insegnamento per non ricadere ciclicamente nei medesimi, reiterati errori.

La mala pianta della dittatura (così definita da Platone) si presenta sempre con fiori colorati e verdi foglie, ma reca veleno nella sua linfa e, se estirpata, mantiene ben radicate le sue profonde radici pronta a germogliare, non appena la pioggia  inumidisce il terreno in cui alligna.

Assistiamo oggi, a comunicati suadenti, con sottofondo di dolci note e verbalmente accattivanti, esposti da voci dal tono gentile e tranquillizzante.

Questi ci comunicano quanto sia bella, sicura, paciosa e confortante, la nostra Comunità Europea e quanto sia vantaggioso esserne parte.

Sarà forse anche vero, ma questi proclami mi richiamano tanto i filmati fatti ad arte per condizionare il pensiero pubblico, prodotti in epoca Nazifascista o i comunicati della Pravda di Brezneviana memoria.

Forse che la mala pianta stia ricominciando a germogliare? Forse che la mala pianta si è solo leggermente appassita e mai è stata realmente estirpata?

Chi ha il potere cammina occultamente su sentieri paralleli a noi invisibili, dai quali si diramano interessi privati, affari dell’alta finanza, intrighi di palazzo.

Chi regge il potere si permette di non rispondere dei propri atti al popolo e di trascurare fatti gravissimi, bollandoli come chiacchiere e fermandone la diffusione.

Siamo già al terzo governo non eletto, c’è la prova ormai più che assodata che un complotto internazionale ha destituito un governo e, del quale, ha chiaramente fatto parte anche il nostro attuale Presidente della Repubblica, ma tutto continua tranquillamente a scorrere come nulla fosse, come se un crimine verso la collettività fosse una marachella.

La politica sta sempre più prepotentemente decadendo a veleni, intimidazioni, o vere e proprie minacce e la cosa sta bene ugualmente.

Si creano fazioni, gruppi uniti più da interessi che da stima o convinzione ideologica, più per arrivare a mete individuali che per il bene pubblico  … e la cosa va bene ugualmente.

Il degrado appare evidente, forse, ci potrà essere ancora chi potrà guidare verso l’uscita, il difficile sta nell’individuarlo, perché le sirene sanno ben cantare.

Attenti però, il pendolo sta ripassando.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci