Lettera aperta a Stefano Domenicali.

Il Capo esecutivo della Ges, la Gestione Sportiva della Scuderia di Maranello, ha concesso un’intervista al sito inglese F1.com. Vi risparmio l’intervista, che potrete trovare sui vari siti internet dedicati alla Formula Uno e vi propongo un commento in forma di lettera aperta.

“Caro dr. Domenicali dal sorriso sempre pronto, con questa intervista mi sembra Lei abbia confermato in pieno i timori da lungo tempo paventati e poi fortemente lamentati dagli appassionati della Scuderia del Cavallino Rampante. Domanda ( sorriso ) risposta ( sorriso ) domanda ( sorriso ) e via così: io non credo che Ron the Boss avrebbe sorriso se fosse stato al suo posto e non chiamo in causa il Drake perchè neanche l’avrebbe accettata l’intervista, ma chiamo in causa lei da anni direttore generale della Ges, capo esecutivo di Maranello, che pacatamente sorridendo sta al gioco del giornalista, dimenticandosi che la F1 senza la Ferrari non sarebbe F1, cioè non sarebbe la storia della F1 ma solo uno dei tanti campionati mondiali ( Indy, GP2, ecc. ). Lei doveva dominare l’intervista , non cercare scuse, ribadire che queste monopoto ibride – il termine esatto sarebbe sinonimo di figlio non legittimo – sono figlie di un regolamento che più lontano non potrebbe essere dalla tradizione che ha sempre caratterizzato questa particolare formula competitiva: la ricerca della velocità pura e dell’evoluzione dei motori termici oltre i limiti meccanici. Che è anche la tradizione della Ferrari da sempre. Ora che dopo sei anni la Scuderia è in una situazione critica, è il momento di battere i pugni sul tavolo, cosa che avrebbe già dovuto fare nelle riunioni dello Strategic Group, e ribadire la tradizione della F1 che è anche quella della Ferrari. Se altri hanno interessi diversi, come lo sviluppo di unità ibride, vi sono altri campionati e, come suggerisce Ezio Zermiani, se si tratta di ricerca e sviluppo da applicare alle auto di tutti i giorni, che i Governi diano il loro contributo. Perchè, egregio direttore generale, non è andato all’intervista armato dei dati che sono sotto gli occhi di tutti? Crisi di liquidità per oltre la metà dei concorrenti, perdita di sponsor e soprattutto di spettatori? Non lo ha fatto, di fatto confermando ciò che di lei viene detto.”   ( 02 aprile 2014 )

Massimo Scalzo