Mondiale F1 2014: secondo giorno.

Nella seconda giornata di prove a Jerez, complice la pioggia notturna, la mattina è stata dedicata alle prove delle gomme da bagnato ( official wet tyre testing day ) e la Pirelli ha provveduto a mantenere bagnato il circuito.

Le prove  vere riprendono alle 13 con il sole e nell’uscire dai box Vettel lascia spegnere il motore: frizione da mettere a punto? Comunque neanche dieci minuti dopo la RB10 campione del mondo rientra con il motore che sta andando arrosto, tanto da costringere Vettel a scappar fuori dai box. Fiamme non se ne vedono e più tardi la Renault comunicherà un problema alla batteria che la Règie fabbrica in casa ( molte altre componenti vengono prodotte all’esterno: turbo, iniettori, centralina ). La Toro Rosso decide di non uscire. Esce e gira molto la Mercedes di Nico, 97 giri, con il quarto miglior tempo. Davanti a lui la Williams di Bottas ( 35 giri ) mentre Vettel si consola ai box Ferrari con un bel piatto di pasta. Finite per lui le prove della macchina con soli 11 giri in due giorni, forse si dedica a prove… di squadra.

In pista proseguono i test e il tempo migliore lo ottiene la McLaren con Button, in 43 giri: interessante la carenatura dei bracci delle sospensioni posteriori, detta “butterfly” che dovrebbe ridare il carico aerodinamico perso con l’abolizione dell’ala inferiore dell’alettone posteriore. Tenete presente che alettone e ala posteriore probabilmente non sono definitivi per nessuna squadra e trattandosi di un elemento ben visibile, potrà fare scuola. Intanto è chiaro che nessuno “cerca” veramente il tempo: tuttavia le macchine motorizzate Mercedes danno l’impressione di notevole affidabilità nonostante il prinicipio di incendio sulla Force India e sebbene verso sera tanto Rosberg quanto la Caterham accusino problemi di surriscaldamento. Come si vede in una delle foto sotto, alla base della presa d’aria, vi sono dei Led: quando sono rossi non è possibile eseguire alcun intervento, salvo togliere il cofano motore. E la Ferrari? Secondo miglior tempo per Kimi ( 47 giri e prove di partenza ) senza alcun problema: forse la Ferrari non ha bisogno di effettuare long-run mentre preferisce raccogliere più dati possibili sull’equilibrio delle componenti la Powertrain ( questo il termine giusto: non parleremo più ne di motore ne di Power Unit ). Lo fa supporre il fatto che la Ferrari facesse meno rumore delle altre vetture: forse hanno sfruttato al massimo l’ers più che il motore termico il che è logico considerata la limitazione alla quantità e al flusso del carburante ( 100 kg di benzina nel serbatoio, circa 133 litri, e 100 kg l’ora di flusso negli iniettori ).

Domani tocca ad Alonso e sinceramente non vedo l’ora che il Principe delle Asturie ritorni la “Flecha de Oviedo” sperando che Allison non gli faccia fare il tassista come ha fatto fare a Kimi. Peccato non avere qualche radio-box di questi due giorni ( probabilmente sono criptati ). E per quanto riguarda Sebastian… ora che non ha più un missile “autocurvante” sotto il sedere e tra le mani, il ragazzo potrà crescere. La stoffa c’è… ma il carattere?

1. Jenson Button (McLaren) 1’24″165, 43 giri
2. Kimi Raikkonen (Ferrari) 1’24″812, 47 giri
3. Valtteri Bottas (Williams) 1’25″344, 35 giri
4. Nico Rosberg (Mercedes) 1’25″588, 97 giri
5. Sergio Perez (Force India) 1’28″376, 37 giri
6. Esteban Gutierrez (Sauber) 1’33″270, 53 giri
7. Marcus Ericsson (Caterham) 1’37″975, 11 giri
8. Sebastian Vettel (Red Bull) 1’38″320, 8 giri

Massimo Scalzo