IL DIRITTO DI GOVERNARE

È singolare l’atteggiamento di quei politici che da sempre si proclamano difensori d’ogni diritto, ma poi, quando qualcuno difende i diritti di un loro avversario, si scagliano contro il difensore. Ecco, questa è quell’Italia dove i diritti valgono solo quando fa comodo, dove la critica dev’essere preventiva.

Sono stato tirato per la giacca, sgridato, addirittura cazziato, per aver difeso il diritto di governare di Filippo Giorgetti conquistato sul campo. «Come mai ti sta simpatico Filippo; è un tuo amico?» Questa la frase ricorrente che mi sento dire.

Premesso che con Filippo c’è solo una conoscenza, in politica, secondo il mio personale pensiero, non si vota per simpatia o amicizia, addirittura nemmeno per corrente politica, ma per ciò che può essere utile a una nazione o, come nel nostro caso, a una città.

Filippo Giorgetti è stato ampiamente legittimato dal voto ha il diritto/dovere di governare. Chi è rimasto fuori, sia dalla maggioranza che dall’opposizione, può anche rosicare, ma deve accettare di aver perso e non pretendere di avere il consenso della città.

Mi vien da sorridere quando sento parlare – male e/o bene – del nuovo Sindaco. Quando chiedo spiegazioni parte, in un senso o nell’altro, una fiumana di parole che mi fa ben capire che sono tutte illazioni, niente di assoluto, nulla di dimostrato.

Lasciatelo lavorare, atteniamoci a quelli che saranno i fatti. Tra qualche mese si potrà avere un’idea più precisa del suo modo di governare. Intanto uno dei primissimi provvedimenti, la cancellazione del precedente bando sul Poloest, è un segno di forte discontinuità con il precedente sindaco. Questo mi è molto piaciuto.

Al contrario non mi è piaciuta la composizione della giunta, con nomine di Assessori – sempre a mio giudizio – non all’altezza, che probabilmente opereranno le loro deleghe sotto suggerimento di qualcuno. Abbiamo anche un assessore che qualche anno fa scriveva di voler dar fuoco agli immigrati… adesso ci governa.

I Consiglieri per ora non sono giudicabili, anche per loro si potrà valutare se sono autonomi nei loro interventi o saranno teleguidati. Se ne considererà la profondità del pensiero politico.

Vorrei chiedere al Presidente del CC se ricorda quando vent’anni fa attaccava qualche consigliere perché non era residente a Bellaria. Adesso, con un Assessore di San Mauro e un vicesindaco nemmeno eletto risiedente a Rimini che a Bellaria ci sarà stato ben poche volte, va tutto bene? è soddisfatta?

Il vero punto è questo: siamo sicuri che l’innominabile sarà in lista per le regionali con la Lega? Oppure sarà Galli? E a quel punto, se eletto, chi lo sostituirà? Mauri o L’innominabile?

Il timore per Filippo è che abbia vinto solo una battaglia perdendo di vista i futuri scenari di guerra.

I presupposti, ahimè, non sono buoni. Quanto sarà forte il condizionamento della Lega? Il segnale si è visto bene dal ritardo con cui è cominciato il primo CC, molto probabilmente per trattative dell’ultimo momento.

Visto che per qualcuno sono troppo morbido con Giorgetti, ne approfitto per fargli una critica (che se vogliamo è anche una esortazione): in queste prime trattative non sempre ha dimostrato la forza necessaria per tenere a bada il suo invadente predecessore.

Rifacendosi anche al post pubblicato dalla consorte di Ceccarelli «Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani, credendo di aver raggiunto la vittoria. Ma i Leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani», Filippo avrebbe dovuto essere più duro e mandarli tutti a casa.

P.S. Sentita in un bar: «La scelta del vicesindaco (infermiere) come assessore al turismo è perfetta. Con l’età molto avanzata dei nostri turisti, saprà certamente come intervenire.»

 


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci