IL VASO DI PANDORA

Comunicato del MoVimento 5 Stelle

L’amministrazione, in un articolo uscito domenica 4 Febbraio, dichiara di avere fatto un incontro con la minoranza per trovare una soluzione ai problemi legati all’arenile.

La realtà dei fatti è diversa!

L’incontro, tanto reclamizzato, altro non era che la presentazione di come l’amministrazione, unilateralmente, pensa di risolvere i problemi che ha autoprodotto con una serie di atti e che ha avuto il suo culmine con la delibera di Consiglio nr. 41/2017.

Vorremmo poi specificare che l’incontro è stato svolto senza il M5Stelle, poiché, per motivi differenti, i consiglieri del Movimento non hanno potuto partecipare. Dell’assenza la maggioranza era al corrente.

Era, peraltro, stata chiesta la registrazione dell’incontro, cosa non fatta, poiché non era una commissione – ci è stato risposto – né tanto meno, diciamo noi, un incontro istituzionale, per cui che valore poteva avere quell’incontro? A riprova di questo la totale assenza di un verbale. Era praticamente come fare due chiacchiere mangiando una pizza?

Resta il fatto che l’amministrazione di Bellaria Igea Marina ammette che vi siano situazioni irrisolvibili: reati già commessi? Irregolarità non sanabili? Come può l’amministrazione pretendere che la minoranza si presti chiudendo gli occhi a far finta di nulla? Maggiormente quando quest’ultima è sempre stata inascoltata e sbeffeggiata con l’appellativo di “gufi” o “disfattisti”.

Ci chiediamo perché nessuno parli della situazione relativa al chiosco del Sindaco e altre strutture sul demanio comunale e statale. Aleggia una sorta di omertà, paura di affrontare il tema, come aver paura di aprire il vaso di Pandora.

I problemi sorti, che questa amministrazione vuole eludere, altro non sono che il risultato della tendenza a fare gli apripista, credersi i primi della classe dei rappresentanti della maggioranza e del dirigente che firma le delibere giunte in Consiglio Comunale, senza avere contezza di norme a oggi inesistenti. Tutti gli altri comuni si sono tenuti alla larga dal normare un settore che a oggi necessita di regole chiare e definitive sul demanio marittimo.

Con la delibera di CC 41 del 12/04/2017, altro non s’è fatto che creare e spianare la strada alle difformità sollevate dalla soprintendenza, e non solo.

Per fare un esempio, la dicitura: “che pertanto a tutt’oggi, in virtù dei succitati dispositivi, il tema della titolarità delle aree sull’arenile del territorio comunale di Bellaria Igea Marina è così delineato:

– quanto alle porzioni di arenile appartenenti al Demanio dello Stato ‘conservano validità i rapporti già instaurati e pendenti al 31 Dicembre 2015 sino al concretizzarsi ‘della revisione e del riordino della materia in conformità ai princìpi di derivazione europea’;

-quanto alle porzioni di arenile appartenenti al Comune conservano validità ‘sino al 30.09.2017’ gli affidamenti temporanei prot. n. 17784 in data 11.07.2016, prot. n. 18665 in data 20.07.2016, prot. n. 18672 in data 20.07.2016 e prot. n. 20835 in data 17.08.2016 a condizione che ne risultino legittime le relative strutture ed attrezzature ‘dal punto di vista edilizio, paesaggistico, demaniale e doganale’ -”

E ancora:

– VISTA la Delibera C.C. n. 31 del 13.03.2017 con la quale si è approvata una variante normativa al vigente ‘Piano dell’Arenile’ che prevede al comma 4 delle ‘Norme transitorie e finali’, tra le altre cose, che ‘Nelle more dell’assegnazione delle concessioni secondo i principi comunitari e dell’espletamento delle necessarie procedure di evidenza pubblica, il cui avvio è stato già deliberato dall’Amministrazione, con il conseguente adeguamento complessivo delle strutture e delle attrezzature alle disposizioni del presente Piano, ed al solo e limitato fine di soddisfare l’interesse pubblico al corretto espletamento della stagione turistica 2017, fino al 15 ottobre 2017.

EVIDENZIATO che la medesima variante specifica, a riguardo anche di quanto riportato al capoverso precedente, che resta in ogni caso fermo e impregiudicato il potere di verifica e di controllo spettante all’Amministrazione circa la regolarità dei manufatti sotto il profilo edilizio e paesaggistico, nonché il potere di procedere alla applicazione delle sanzioni, anche demolitorie, previste dall’Ordinamento in ipotesi di assenza di titoli o di difformità dai titoli, potere che, in ipotesi di manufatti esistenti da tempo e di abusi che possono pertanto ritenersi cd. ‘storicizzati’, verrà peraltro esercitato – in ossequio a quanto dispone la giurisprudenza del Giudice amministrativo – con modalità idonee a tenere in debita considerazione l’interesse pubblico di cui al precedente comma 4”. “

Tutto questo tradotto, dal 15/10/2017 ciò che risulta non normato circa la regolarità dei manufatti sotto il profilo edilizio e paesaggistico andrà rimosso o incorporato al patrimonio comunale o dello stato.

È il dirigente che Firma e la maggioranza che lo fa suo politicamente col voto in CC.

Oggi, e solo oggi, dopo che il chiosco del Sindaco si trova nelle condizioni di mancata regolarità come altre strutture, per un atto voluto dalla maggioranza stessa, si cerca, col ricorso gerarchico, di salvarlo spacciandolo per un atto a salvaguardia di tutti e con ulteriori atti che la maggioranza vorrebbe condividere con la minoranza cercando di congelare tutto fino alla fine del mandato del sindaco? Oltretutto richiamando il rispetto delle norme da loro stessi impartite, definendo quello del Movimento 5 Stelle un attacco personale alla famiglia del sindaco?

Per la salvaguardia di tutti bastava non mettere alcuni passaggi specifici citati in quella delibera.

Sorge spontaneo un dubbio: non è che si voleva punire qualcuno con quei precisi passaggi scritti? Non è che poi, e solo poi, son sorti problemi? Non è che, a seguito di tutto ciò, il percorso dei bandi si è arenato quando sembrava già un dato di fatto per la maggioranza?

Oltre al dubbio della malafede, viene pure il dubbio dell’incompetenza, in particolar modo del sindaco, che parrebbe non aver neppure compreso il significato delle prescrizioni di quella delibera, se fosse stato a conoscenza delle problematiche sulla struttura di famiglia, ne fosse stato allo scuro sarebbe ancor più grave.

Ancor più attuale è, a nostro avviso, la richiesta di dimissioni del Sindaco, vista la sua incapacità di gestire il bene comune, la città nei suoi cardini e settori strategici, forse anche accecato dagli interessi personali. Non meno responsabile il dirigente, inadeguato a dare risposte aderenti alla realtà cittadina, incapace di risolvere i problemi, ma casomai a crearne. Così come avviene, ormai ciclicamente, per il personale del comune, costretto a continue migrazioni nei vari uffici solo per un cruccio o disappunto di un politico o del dirigente, creando nocumento e perdita di professionalità, con gravi ripercussioni sulla gestione della vita comune.

E pensare che danno degli incompetenti ai 5 Stelle.


RIPRODUZIONE VIETATA © BELLIGEA.IT

Il Direttore Giuseppe Bartolucci