STESSA SPIAGGIA STESSO MARE

La notte del 6 febbraio 2015, raffiche di vento di greco-levante  di oltre i 100km orari in regime di alta marea e pioggia torrenziale portarono il mare a forza 8 causando uno degli eventi atmosferici più catastrofici della costa romagnola.

I romagnoli non si sono dati per sconfitti, hanno reagito e sistemato tutto, dando un perfetto esempio di efficenza e solidarietà. La gente di Romagna onesta e sanguigna di origine romana e celtica è davvero un popolo eletto!

Il grande Indro Montanelli sosteneva che il paesaggio della Romagna si presenta vago ed indeterminato, senza precisi confini per cui la Romagna va cercata nel carattere dei suoi abitanti…

Un carattere non facile, quello  del popolo di Romagna, che si muove tra la rudezza e le tenerezze, tra la scontrosità ed una ospitalità aperta e calda sul filo di una grande considerazione di sé e della propria terra. Scriveva verso la metà dell’800 Massimo D’Azeglio: “… la stoffa della razza romagnola è fra le migliori che si conoscano. Ha nelle vene sangue, e non crema alla vaniglia e quando c’è sangue se ne può cavar del buono”.

Per dirla con Tonino Guerra insomma il romagnolo è molto sentimentale ma non lo vuole far vedere ed è ancora restio a lasciarsi andare in pubblico a parole e gesti di affetto e di amore verso la moglie o la fidanzata. Il romagnolo è poco avvezzo ai sofismi o filosofeggiare, alle smancerie e alle affettuosità ostentate, anche nei rapporti amorosi. E del resto la parola dialettale amór significa sapore più che amore. E’ un atteggiamento che si riscontra anche verso gli amici: il saluto non è mai un abbraccio e tanto meno un bacio sulla guancia ma un cordialissimo “Ti venisse un colpo”

Una sintesi mirabile del rapporto dei romagnoli con la morte, è rappresentata dalla iscrizione che si legge su una lapide nel piccolo cimitero di Gallisterna (Riolo Terme) dove sotto una faccia sorridente con il cappello ben calcato in testa campeggia: Sono qui contro la mia volontà“. Così che appena si entra nel cimitero sfugge un leggero sorriso. E’ un’altra delle tante contraddizioni della Romagna dove, per dirla con lo scrittore Cristiano Cavina, la gente non muore…ma i s’aveja, se ne vanno.

 


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