SPIAGGE: IL CAOS DELLE CABINE

Ancora non è chiaro quale sia il problema che affligge le nuove cabine. Si parla anche della non conformità dei materiali.

Ma il vero problema, più che nelle cabine e nel piano spiaggia, sta in un altro piano: il quarto del comune, quello dove risiedono gli uffici che si occupano dell’edilizia. Qualcosa che non va nella loro gestione e organizzazione c’è di certo.

Da troppi anni (più di 30) ci sono studi tecnici, due o tre, sempre gli stessi, fin troppo permeati dalla politica (non ha alcuna importanza chi governi) collegati al mondo economico e, ovviamente, al potere finanziario, che agiscono da connubio tra questi elementi. Addirittura influiscono pesantemente sulle strategie comunali e sull’edilizia. C’è anche chi, tra questi studi, si comporta come fosse emanazione diretta del Comune.

Alcuni tecnici sostengono che emerge chiaramente la mancanza di un dirigente all’urbanistica in questo comune. Attualmente gli uffici del settore urbanistica-edilizia privata, dispongono di una funzionaria (Architetto Adele Mancini) presente part-time in quanto prossima a trasferirsi in Regione.

Sarebbe utile quanto prima disporre di un valido dirigente attraverso il quale dare seguito, non solo al prosieguo del piano arenile, ma anche ai futuri sviluppi urbanistici generali della città.

Come, a nostro avviso, sarebbe importante il coinvolgimento di tecnici locali (ce ne sono di validi nell’ambito dell’urbanistica e del progetto urbano) per la stesura del Piano Strategico. Un percorso messo in piedi di recente che, se ben elaborato (ce lo auguriamo), potrebbe produrre dei contenuti urbanistici di rilievo, utili e concretizzabili per la città. Cosa alla quale, supponiamo, l’Amministrazione intenderà dare seguito.

Il tema del piano strategico è stato affrontato da questa Amministrazione un po’ come gli stati generali dell’economia della scorsa estate, dove il governo giallorosso si è inventato una passerella per far fare un po’ di struscio ai soliti personaggi più o meno noti. La Giunta di Bellaria è di tutt’altro colore, ma le logiche sono ancora le stesse. Ovviamente non abbiamo a disposizione Villa Phanfilj e ci dobbiamo accontentare della fornace fresca di acquisizione da parte del comune.

Ma oltre ai lustrini dell’inaugurazione e delle prime serate, dobbiamo constatare la distanza siderale che c’è fra il mondo incantato della fornace (nuova panacea per BIM) e la triste realtà della spiaggia, dove non fioccano lustrini ma i tristi nastri dei sequestri della GdF.

Si ha voglia a far roboanti proclami, quando la triste realtà è che c’è una macchina comunale che sarà anche in grado di organizzare una splendida serata nell’edifico diroccato (perché quello è) della fornace, ma non ha un dirigente dedicato a temi così delicati come la gestione dell’edilizia privata.

Questa è la triste realtà. Non possiamo sapere di chi siano le responsabilità amministrative di quanto sta succedendo (saranno altri eventualmente a doversene interessare), ma di certo c’è un dato politico più che evidente: una macchina comunale che insieme ai tecnici dei privati non è stata in grado di garantire che la nostra spiaggia fosse pronta per accogliere i turisti in questa stagione che già ha altri e ben noti problemi!

Possiamo anche fantasticare di come sarà BIM nel 2050, intanto però dobbiamo solo leccarci le ferite per questa situazione al limite dell’assurdo.

E pensare che le professionalità sul nostro territorio non mancano. Basterebbe guardare al passato, quando le professionalità locali in sinergia fra loro, diedero vita a un gruppo di progettisti in grado di rivoluzionare la nostra città con la realizzazione dell’Isola dei Platani. Perché non ripartire da quell’esperienza? I soggetti saranno diversi, ma ciò non toglie che da un confronto possano nascere idee nuove. Se al contrario ci si affida esclusivamente ai soliti noti, la situazione è, purtroppo, questa.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci

1 Commento su "SPIAGGE: IL CAOS DELLE CABINE"

  1. Pinco pallino | 17/07/2021 at 17:07 | Rispondi

    Primo, secondo, terzo o quarto piano chi ci va di mezzo sono sempre i cittadini

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