COME TI LEGO LA LEGA

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Tre assessori su cinque e la golden share elettorale ma… non contare pressoché nulla. Bizzarro destino per i leghisti “di governo” di Bellaria-Igea Marina, due oscuri anonimi signori mai del gioco e una signora che dopo una visibilità conquistata sul campo è sparita dai radar. Alzi la mano, al di fuori degli addetti ai lavori, chi ha mai sentito parlare di Bruno Galli e Cristian Mauri: quasi nessuno. Del resto vengono da fuori e non hanno fatto niente di significativo, tranne un paio di sparate leghiste truculente. Solo uno dei due ha montato, sbagliando le misure, gli assurdi fittoni che hanno massacrato le piste ciclabili della Ravenna e di via San Mauro.

La signora – si chiama Flaviana Grillo – avrebbe dei numeri, quanto meno ha saputo usare con intelligenza i social prendendo la guida del più diffuso gruppone del posto per incamerare consenso. Sta senza dubbio un gradino sopra agli altri due, per intelligenza politica. Ha una delega pesante: i servizi sociali, con sportelli che in tempo di pandemia sono la teorica àncora di salvezza di chi si trova in difficoltà. Eppure la ex regina dei social da molto tempo è stata silenziata, isolata, depotenziata. Se ne sono perse le tracce. Nel complicato rapporto Lega-Forza Italia il sindaco azzurro Filippo Giorgetti le ha costruito attorno un muro che la ingabbia. La trovata geniale è stata quella di creare una “Pro Loco” alla quale Giorgetti ha affidato, nei fatti, i compiti operativi dell’assessorato ai Servizi sociali (compresa la contestata e delicata raccolta delle domande per l’assegnazione delle case popolari).

Pro Loco è nome tranquillizzante e accattivante, richiama serate estive spensierate in piazza, attorno a suonatori con la fisarmonica e il violino, sagre autunnali con le castagne, serate invernali con i cassoni alle rosole, promozione del luogo sotto la direzione del più altruista del posto. In realtà a Bellaria-Igea Marina la Pro loco, presieduta da Rocco Berardi, è oramai accreditata come il dominus del volontariato. Giorgetti se la coccola e la difende. Le compera le cargobike per accompagnare a scuola i bambini disabili, e vai a sapere come fanno a passare tra i fittoni della ciclabile della Ravenna (chissà in privato quante gliene avrà cantate all’assessore Mauri…).

Rocco Berardi è stato eletto capofila dei ragazzini che vanno a scuola in sicurezza, e ben venga il pedibus. Ma se qualcuno obietta che forse il “volontariato” al servizio della comunità non dovrebbe avere per capo un autorevolissimo esponente di Forza Italia, il mite Filippo si inalbera e il meno che può capitarti è che ti accusi di fare elucubrazioni demenziali. Chiedere per conferma ad un altro Berardi, Alessandro, al quale il comune cognome non ha risparmiato alcun impropero, da valere anche per l’inopinato cambio di casacca politica compiuto da questo Berardi alle ultime amministrative.

E insomma, com’è come non è, da un po’ la Pro Loco ha occupato – con felpata abilità – spazi dell’assessora Grillo. Un disastro questa Lega per le basse performances dei due assessori venuti da fuori; e un disastro per la Lega il quasi commissariamento dell’unica assessora che poteva tenere alta la bandiera di Salvini e invece deve inchinarsi a quella della Pro Loco.


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Onide Donati

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