IL DOLORE NON ASPETTA!

Il 27 Aprile 2021 Walter De Benedetto, un cittadino che fin dall’adolescenza è affetto da artrite reumatoide, una malattia degenerativa che lo costringe a letto e provoca dolori atroci, comparirà nuovamente davanti al Tribunale d’Arezzo. Il suo crimine? Aver auto-coltivato la cannabis che lo Stato non riesce a passargli tramite il SSN, nonostante De Benedetto abbia una regolare ricetta, e che dal 2006 in Italia la cannabis terapeutica sia LEGALE!

Walter De Benedetto dal 2011 assume cannabis terapeutica, presidio medico che riesce ad alleviare i terribili dolori che stanno lentamente, ma inesorabilmente, deformando il suo corpo. Pur in possesso di una regolare prescrizione medica, non ha mai ricevuto un quantitativo adeguato di farmaco.

Nel 2019, per ovviare a queste croniche carenze del SSN, decise di auto-coltivarla in casa, ma a seguito di una perquisizione dei Carabinieri la coltivazione è stata sequestrata e ora Walter De Benedetto è accusato di spaccio. Come lui stesso ha affermato, riguardo al momento dell’irruzione dei Carabinieri nella sua residenza: «Sembravo il Pablo Escobar dei disabili». Sempre lo stesso imputato ha affermato che i Carabinieri, seppur ligi al loro dovere, hanno mostrato imbarazzo e perplessità nel compiere quell’azione trovandosi davanti Walter e la sua malattia invalidante.

Oggi ci troviamo di fronte a un processo surreale: un malato grave che utilizza cannabis terapeutica imputato di spaccio per aver coltivato ciò che lo Stato non riesce a garantirgli, nonostante sia un diritto che lo stesso Stato ha sancito!

Come mai un paziente con regolare ricetta non riceve il farmaco a lui prescritto dal SSN?

Nel rispondere a questa domanda ci tengo a puntualizzare che Walter De Benedetto è solamente la punta dell’iceberg del problema. Come lui ci sono migliaia di pazienti che ricevono a singhiozzo la cannabis terapeutica, nonostante ne abbiano bisogno.

Per Walter e agli altri pazienti italiani la cannabis terapeutica è insufficiente, perché lo Stato decise di creare un monopolio in quella filiera, ma ancora oggi non riesce a soddisfare l’intera domanda nazionale.

Una verità disarmante, perché lo Stato non è un neofita in tale ambito, ha alle spalle almeno 5 anni di produzione di Cannabis FM-2 (contenente THC 5% – 8%, CBD 7,5% -12%) nello stabilimento Chimico e Farmaceutico Militare di Firenze, sito individuato grazie un accordo firmato dal Ministero della Salute e della Difesa nel 2014, ma la cui attività partì nel 2016.

Nonostante gli anni di attività, lo stabilimento in questione riesce a produrre solamente qualche centinaio di chilogrammi di infiorescenze a fronte di una domanda nazionale pari a circa 2 tonnellate per il 2020. Per sopperire alla richiesta, lo Stato spende ingenti risorse pubbliche per importare dall’estero il farmaco.

In questa vicenda salta subito all’occhio la completa mancanza di trasparenza: non abbiamo dati accessibili diretti sul fabbisogno nazionale, sul dato ripartito nelle singole Regioni e a quanto ammonti la produzione dello Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze. Possiamo avere delle stime grazie all’incrocio dei dati provenienti da differenti enti, primo fra tutti INCB (International Narcotic Control Board) ente mondiale che monitora il consumo degli stupefacenti medici che vengono prescritti dagli Stati, oppure leggendo i bandi di acquisto del ministero della Salute.

L’Italia non è autosufficiente per quanto concerne la cannabis terapeutica, e importa a peso d’oro il medicinale: si parla di 1 milione di euro per circa 450 kg di sostanza. Una spesa che lo Stato potrebbe evitare rimuovendo il monopolio statale e aprendo ai privati questo mercato.

In questo quadro disarmante, il 27 Aprile andrà in scena la seconda ed ultima udienza, data la richiesta dell’imputato al rito abbreviato per questioni di salute. In quell’aula non si deciderà solamente della fedina penale di Walter De Benedetto, ma si dovrà giudicare se il diritto alla salute e alle cure siano un valido motivo per disobbedire, assumendosi la responsabilità di un sistema che infligge inutili dolori ai pazienti, non riuscendo a fornire il farmaco a loro prescritto.

La legge sulla cannabis terapeutica esiste dal 2006, è ora di garantire tale diritto!

Criminale non è Walter De Benedetto, ma la legge!


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Jacopo Vasini

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