FOR FREE CANNABIS

20 Aprile Cannabis day 

Nel 1991 i Pitura Freska, gruppo ska-reggae veneziano, cantava nel celebre brano «Marghera»:

«Ogni anno in italia mor 30.000 persone de alcol.

Ogni anno in italia mor 20.000 persone de tabacco.

Ogni anno mor 1.000 persone di eroina.

Ricordete: di marijuana non xe mai morto nissuni!»

Nel 2021 siamo ancora qua a ricordare che di Cannabis non è mai morto nessuno… Senza ombra di dubbio avete criminalizzato la sostanza sbagliata!

Il 2021 è stato l’anno della svolta in moltissimi paesi, basta pensare che negli Stati Uniti d’America, paese dal quale partì la crociata contro la Cannabis, una crociata ideologica mossa da interessi razzisti e discriminatori senza nessun fondamento scientifico, ora la maggioranza degli Stati della federazione è diventata antiproibizionista legalizzando la cannabis per uso terapeutico e ricreativo.

In pratica, nell’America del Nord la maggioranza degli Stati è antiproibzionista e l’alleanza dei paesi Anti-pro si è appena allargata al Messico, paese in cui la camera bassa ha approvato a larga maggioranza la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo. Ora la legge passerà al Senato dove non sono previsti ostacoli.

Laddove partì la razzista e segregazionista crociata contro la Cannabis – chiamata Marijuana per sottolineare il carattere razzista di questa lotta contro le comunità dei latinos e afro – ora troviamo Stati che creano posti di lavoro grazie alla legalizzazione.

In Italia quando? È una domanda retorica, ma che nasconde una grande verità: l’Italia è quel paese conservatore in cui i «riformisti» e i «conservatori» vanno a braccetto, salvo rare eccezioni, prima fra tutte la battaglia antiproibizionista di Pannella e del Partito Radicale. Quando si parla di diritti e libertà individuali, c’è sempre qualche cosa di più importante a cui pensare, ma si sa, il benaltrismo è l’ultimo rifugio dei codardi a corto di motivazioni scientifiche.

Il Bel Paese, aderendo all’alleanza proibizionista, non ha fatto altro che diventare il miglior alleato delle mafie aiutandole ogni anno a guadagnare miliardi di euro grazie al mercato nero.

Ad ogni finanziaria lo Stato raschia il fondo del barile per trovare abbastanza «spicci» per finanziare le sue politiche. Chissà cosa si potrebbe fare se la cannabis fosse legalizzata, una legalizzazione che si stima porterebbe almeno 7 miliardi di euro nelle casse dello Stato, senza considerare i nuovi posti di lavoro nella filiera e nell’indotto. Inoltre, lo Stato risparmierebbe risorse importanti avendo meno processi a carico d’individui beccati con uno spinello o qualche grammo d’erba e risparmierebbe avendo meno popolazione carceraria legata al consumo di droghe leggere.

Come un mantra, la propaganda proibizionista ha ripetuto negli anni che legalizzando sarebbero schizzati alle stelle i consumatori e i crimini. Ancora una volta l’approccio scientifico dell’Antiproibizionismo, supportato dai dati dei vari ministeri dell’Interno, ha dimostrato che questi non erano solamente preconcetti, ma guardando i dati, alcuni reati sono drasticamente crollati e il temuto aumento dei consumatori non si è avverato, anzi, nel lungo periodo, vi è stata una diminuzione dei consumatori.

Lo Stato non può erigersi a padre e padrone che determina cosa sia buono o cattivo per i propri figli, al compimento della maggiore età diventiamo cittadini e come tali, citandole parole di John Stuart Mill: «Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, l’individuo è sovrano.»

Non esistono motivi scientifici, filosofici e di buon senso, affinché la cannabis sia ancora proibita. È finalmente arrivato il momento di creare un dibattito pubblico per arrivare a una sostanziale modifica delle politiche sulla cannabis!


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Jacopo Vasini

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