PISTE CICLABILI E FITTONI

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Ciclabili, quei fittoni realizzati male sono una punizione per chi va in bicicletta

La doppia coppia di fittoni messa sulla pista ciclabile di via San Mauro all’incrocio con via Rossini non è affrontabile da nessun ciclista: bisogna scendere dalla bici, fare lo zig zag e rimettersi in sella e questo equivale a rendere inutile la ciclabile e a spostare le biciclette sulla strada; via Rossini se la gioca, ad impraticabilità, con l’incrocio di via Zeno sulla Ravenna dove la coppia di fittoni è così stretta da rivelarsi una barriera architettonica che preclude il passaggio di passeggini e mezzi per disabili. Diciamo la verità, l’intervento di messa in sicurezza di due tra le più importanti ciclabili di Bellaria Igea Marina è venuto proprio male. Altri esempi? Sempre sulla via Ravenna il fittone isolato sulla ciclabile all’incrocio con via Sebenico, privo del compagno in un grande slargo, può diventare un’installazione di arte concettuale ma in funzione viabile non serve a niente; e ancora, in tre degli incroci più critici della via Ravenna (Cattaneo, Cavour e Ricasoli), dove l’angolo visuale per chi esce dalla laterali è totalmente o parzialmente coperto, i fittoni non ci sono (e qui servirebbero davvero); all’incrocio di via Savio, lato San Mauro, la coppia di fittoni è un invito per le biciclette ad andare su via Ravenna visto che è stata messa a mezzo metro da una interruzione del cordolo su un passaggio pedonale. Negli incroci Elios Mauro e Tombesi gli spazi a lato dei fittoni sono larghi a sufficienza per evitare lo zig zag.

Insomma, l’impressione è che chi ha eseguito l’intervento non avesse avuto che delle vaghe indicazioni su come collocare gli ostacoli, tutti di identica misura cementati sull’asfalto un po’ come veniva. Ma l’andamento a zig zag per un mezzo su due o più ruote è affrontabile se esiste un sufficiente angolo di sterzata e se il passaggio è più largo dell’ingombro del mezzo stesso. E per semplici questioni di geometria, dove le coppie di fittoni si sovrappongono, occorrerà aumentare la distanza in profondità tra gli ostacoli per non restarci incastrati.

Da qualche giorno, in corrispondenza di alcuni fittoni, sono stati segnati sull’asfalto cerchi di colore rosso che parrebbero indicare futuri nuovi posizionamenti con aumento delle distanze tra le barriere. Insomma, forse qualcosa verrà corretto. Bene, ma non benissimo. Intanto c’è stato uno spreco di soldi pubblici e questo non è mai bello. Ma poi, soprattutto, si è messa una pezza  ai problemi (reali) di pericolosità delle ciclabili senza un “pensiero” sulla viabilità alternativa ai mezzi a motore.

Quelle due ciclabili sono molto frequentate, conducono al cimitero, a svariati negozi e altre attività e vengono percorse da persone di ogni età cariche di borse, da mamme e babbi coi bambini sui seggiolini, da disabili in carrozzina. Gli utenti delle ciclabili avrebbero un diritto “etico” di precedenza sulle macchine. Davvero non c’era modo di studiare una soluzione ragionevole, anche sfruttando meglio le novità del codice della strada introdotte dopo la realizzazione di opere pionieristiche pensate a metà degli anni Novanta del secolo scorso? Davvero era inevitabile mettere gli ostacoli sul percorso delle biciclette e non dei dissuasori sul percorso dei mezzi a motore? Tecnicamente le piste sulla Ravenna e sulla San Mauro sono “percorso promiscuo pedonale-ciclabile”, classificazione che forse con qualche accorgimento potrebbe essere cambiata per creare una “onda verde” delle bici. Varrebbe la pena provarci. In ogni caso quei fittoni sono sbagliati e la loro scomodità ha spostato molte biciclette sulle strade (e già ce n’erano troppe) e aumentato il rischio di incidenti. Ora speriamo almeno che i pallini rossi siano stati disegnati dopo un ripasso di geometria.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci

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