LA PASSIONE DI RENZI

Renzi sollecita le regole della democrazia -giusto per carità-, ma mi domando se lui le abbia mai rispettate. Ricordo quando inveiva contro i piccoli partiti che ambivano al potere, ben mi sovviene quando dichiarò che si sarebbe ritirato per sempre dalla politica, ecc.

Lui dichiara che agisce per il bene della Nazione (e ci mancherebbe), non cerca poltrone… Ma che il suo scopo sia quello di riagguantare quel potere che gli è sfuggito di mano è palese. Conte in politica ci è capitato quasi per caso, ma mi domando chi altri si sarebbe assunto il gravoso onere di gestire questa pandemia. La questione tra Matteo e Conte risiede nella gelosia di Renzi verso il consenso che Conte ha ottenuto.

Vogliamo ricordare che la politica degli annunci fu la quasi esclusiva strategia di Renzi, e i risultati si sono visti. Renzi si riteneva (e probabilmente ancora si ritiene) un eccelso statista, il problema è che lo pensava (e lo pensa) solo lui.

Ha rottamato a destra e manca, alla fine, non avendo più niente da rottamare, si è autorottamato… Farebbe bene a tornare nella sua Rignano, ma anche lì pare non essere più il benvenuto. Altrettanto la maggioranza dei toscani non lo vuol più vedere! Lo dico per averlo personalmente constatato in Toscana.

Come Salvini volle la crisi di Governo, Renzi, per non essere da meno, ha fatto altrettanto. Ma stavolta o va con la destra, oppure è destinato a tornare a casa e cominciare a lavorare. Sempre che oltre al politicante un mestiere lo sappia fare…

Sarà molto difficile che gli italiani possano dargli ancora fiducia. È molto probabile che il suo minuscolo 3% si riduca molto vicino allo zero.

Renzi non ha applicato la prima regola della politica: quando le cose vanno male si deve dare tempo al tempo, saper aspettare. Ma lui è troppo pieno di sé e non può rinunciare a essere un protagonista sempre e comunque.

Sta tranquillo  Little Boy (Matteo) nessuno vuole il tuo posto!


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci