DELL’ARTICOLO SU GALLI & MAURI

Quod non suggestors

Da quando ho aperto questo giornale on-line, vengo costantemente accusato di essere lo strumento di qualcuno. Anche ora, per l’articolo su Galli & Mauri, sono arrivate diverse voci al proposito.

Ecco, secondo queste voci, chi mi avrebbe suggerito l’articolo. In primis sarebbe stato lo stesso sindaco Filippo Giorgetti, proprio «di motu suo», in secundis un fedelissimo di Filippo che non vive più in Italia. Seguono, tra i «sospettati», uno della Lega e infine un consigliere di maggioranza.

Proprio che mi considerate un inetto, uno senza palle, un burattino mosso da qualcuno che mi usa per esporre senza esporsi.

Però vi sfugge un particolare: quello che scrivo lo pubblico solo io e nessun altro, e mai nessuno contesta o smentisce… Quello che pubblico, infatti, è tutta e solo farina del mio sacco, da sempre! Certo ascolto voci, raccolgo notizie, ma poi sono io, e solo io, a decidere cosa scrivere.

In questi giorni dovevano esserci le Frecce Tricolori, mi chiedo se Galli si sia reso conto del caos che è stato causato; prima annunciate e poi annullate. C’è un particolare che nessuno conosce: fonti attendibili raccontano che l’Amministrazione sapeva da circa 15 giorni prima della comunicazione ufficiale che non ci sarebbe stato l’evento. Come mai è stato annunciato con tale ritardo che erano state annullate?

Mi rivolgo all’assessore Galli visto che è titolare della delega al turismo, e quindi responsabile degli eventi organizzati dall’Amministrazione.

Il problema è stato che diversi albergatori avevano preparato dei pacchetti per l’evento ai propri clienti, e sembrava che la cosa stesse avendo un buon esito. In seguito, e a malincuore, hanno dovuto contattare i clienti per dir loro che purtroppo non se ne faceva più niente. Hanno fatto una brutta figura senza averne la responsabilità. E infatti molti di loro si sono lamentati. Non parliamo poi della figuraccia a livello di immagine per la città.

Carissimo assessore Galli, Lei credeva che fare l’assessore al turismo fosse come una scampagnata fuori porta con i compagni di merende? Lei non si è reso conto dell’enorme responsabilità che questo incarico comporta. Se non lo sapesse, qui il turismo rappresenta il 90% dell’economia, qui viviamo grazie al reddito che il turismo produce.

Qui non giochiamo con il turismo, qui ci viviamo, se lo ficchi bene in testa.

Se non se la sente, se le risulta troppo impegnativo, dia le dimissioni e torni a occuparsi di quello che sa fare.

Forse nessuno ha il coraggio di dirglielo apertamente, ma lei non è gradito nemmeno all’interno della maggioranza. La claque non ha nessuna importanza, e i selfie non servono ad attirare consenso.

Guardi che io le voglio bene, ma cerchi di imparare il mestiere, oppure lasci.

Cordialmente.

P.S. Ricordi che i politici sono degli avventizi, oggi siedono in poltrona, domani tornano a pascolare le pecore.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci