GP d’Ungheria: Formula Mercedes.

 

Per quest’anno termino i miei articoli sulla F1.

Ho raggiunto il limite della sopportazione con questa ennesima farsa-spettacolo andata in onda domenica e non certo per la pessima figura della Scuderia finita doppiata dalle AMG.

Dall’inizio della suddetta “era turbo-ibrida” abbiamo assistito allo strapotere politico alemanno, tecnologicamente superiore a tutte le altre squadre in virtù di un regolamento stilato sul motore, sul telaio e sulle gomme della W05: pacchetto pronto già dal 2013 con congelamento degli sviluppi per due anni in modo da impedire a tutte le altre squadre di adattarsi in tempi decenti. In F1 basta essere avanti di un anno per essere imprendibili e loro ne hanno avuti da tre a quattro: la prima Mercedes turboidrida del 2014 era il ventottesimo prototipo come ammesso da Toto Wolff proprio nel 2014 e sorvoliamo con i test “pirata” in Spagna dell’anno precedente per adattare al telaio W05 le gomme dei motori turboibridi…

E come se non bastasse adesso in pista gira anche la W10 del 2019 verniciata di rosa Racing Point e solo la Red Bull, grazie al mago della aerodinamica Newey pluri-iridato, riesce a dar loro fastidio. La squadra di Todt impiegò 4 anni per creare la F1 dell’era Schumacher, senza trucchi o inganni.

La Ferrari ha lottato ed è arrivata sempre seconda fino a quando la morte di Marchionne non ha portato al comando della Scuderia Mattia Binotto che non contento del terzo posto costruttori del 2019, dopo anni di piazzamenti d’onore, ha completamente toppato la SF1000 di quest’anno con l’aggravante di non riuscire nemmeno a gestire il giovane fenomeno Leclerc e il pluri-iridato Vettel: due contatti e due out per entrambi in poche gare ( dal Brasile 2019 alla Stiria 2020 ).

Il “grande inganno” è servito ma io non ho intenzione di servirmene più.

 

 


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Massimo Scalzo