I sogni muoiono all’alba.

I sogni muoiono all’alba e mai come in questo sfortunato 2020 è verità. Il sogno di Marchionne è diventato “il” lungo sonno, quello di Vettel è finito un mattino quando svegliandosi non ha trovato la Ferrari del giorno prima, quella lasciata prima da Domenicali e poi da Sergio e orfana di Arrivabene, nelle mani di un maltese laureato in Economia e gestione aziendale e di un ingegnere meccanico assurto alla carica di Team Principal. Persone atte a far calcoli aziendali e matematici e forse anche calcoli politici, prova essendo arrivo l’arrivo del “figlioccio” talentuoso della famiglia Todt. Non parlo di Elkann che ha tante gatte da pelare e soldi da guadagnare per curarsi troppo del gioiello della famiglia FCA.

Quel filo che legava Seb alla Ferrari e a Schumacher sin da prima del 1996 ( vedi foto in basso ) si è interrotto sulle nevi di Meribel, ma l’amore per la Ferrari no perchè lo stesso Michael vedeva in lui il suo erede e Seb gli ha reso omaggio indossando quel casco bianco su cui era dipinta la striscia verticale della bandiera tedesca, casco visto in una gara di kart del 1985 a Le Mans sulla testa dell’allora 16enne Kaiser. Seb voleva la Ferrari, come l’aveva voluta Michael sin dalle gare di kart, ma la Ferrari, ritornata nelle mani del giochi d’ufficio, non ha più voluto lui. Nella formula ibrida l’uomo non riesce più a fare la differenza, non è lui che può dare consigli ( come Lauda, Michael, Senna ) a tecnici e ingegneri: devono prendere il pacchetto così come gli viene dato. Oggi sono osannati piloti come Verstappen che in altri tempi sarebbe morto almeno quattro volte, piloti che di collaudi in pista non sanno quasi nulla ma sono dei fenomeni al simulatore.

Il Grande Inganno della Mercedes che ha viso approvato il suo motore ibrido già pronto al banco da tre anni e che ha imposto il blocco contingentato degli sviluppi per due anni, ha ucciso la F1 regalando a un bravo pilota ma non un fenomeno, ben cinque mondiali. Ora la Scuderia, già nell’occhio del ciclone per i bonus extra, scenderà in pista con due ragazzini e una SF1000 non perfettamente pronta, ma così hanno deciso. Ora da tifoso ferrarista, sapendo che non siamo ancora all’altezza degli ingegneri Mercedes e del genio di Newey (e del “matto” pilota che guida la sua Red Bull ) spero di rivedere prestissimo Seb sul primo gradino del podio perchè un amore tradito in malo modo va vendicato. Come Senna a Montecarlo ( 1984, quando solo la bandiera a scacchi anzitempo sventolata salvò Prost ) come Michael a Montmelò ( nel 1996 ) Vettel a Monza 2008 dimostrò di essere un vero Campione… il sogno è finito ma la corsa al titolo continua. E spero che chi comanda a Maranello si penta amaramente.

 


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Massimo Scalzo