Pereunt et imputantur*

Dunque la stagione 2019 si è conclusa. Si è conclusa con una prova di forza del binomio Mercedes-Hamilton che lascia il segno anche considerando che il giro di rientro del GP di Abu Dhabi è in realtà il primo giro del Campionato 2020: dal tramonto all’alba di Adelaide passeranno poco più di tre mesi durante i quali potrebbe accadere di tutto… o niente. Dalla scomparsa di Marchionne la Scuderia è andata peggiorando di mese in mese, la gestione Binotto assommando errori e figuracce ( mondiali ) da far rabbrividire anche chi non segue assiduamente la F1 e il poco che si salva porta il nome di un quasi-rookie che ha gettato il cuore oltre le regole interne della Squadra regalandoci momenti esaltanti e lo sguardo sperduto di un Vettel in preda a chissà quali fantasmi.

E’ pallida scusa appellarci alla perdita di peso politico, anche se il duo Camilleri-Binotto è poca cosa rispetto al binomio Marchionne-Arrivabene, ma certo mai come in questi ultimi tempi la Ferrari è stata sottoposta a sospetti e quindi a controlli, verifiche e anche accuse dichiarate di imbrogliare laddove l’organo competente, leggi FIA, neanche ha dato una semplice occhiata a squadre che in passato sono state oggetto di sospetti e di chiari richiami al regolamento . E non è mancata la perla finale dei 4,888 kgs di benzina non dichiarati sulla SF90 di Leclerc: eppure in passato una squadra era stata richiamata più volte per i dati non conformi del flussometro, compresa una squalifica (Ricciardo, Melbourne 2014). Dato rilevato e pena giustamente assegnata alla squadra e non al pilota già vittima di una strategia tra qualifiche e gara da incubo.

2020 anno di rifondazione ha detto qualcuno e siamo d’accordo, ma non vogliamo che siano coinvolti i piloti, che la colpa non è ( tutta ) loro: se è necessario conservare Binotto, ma in altra posizione per non cedere quello che sa alla concorrenza, è sicuramente necessaria una profonda ristrutturazione della GeS che coinvolga tutti i responsabili e i capi-settore, dando anche spazio ai giovani ingegneri specie quando portano una sospensione anteriore innovativa e in grado di risolvere i problemi specifici della SF90, nata da prove con pneumatici 2018 ( sic!) e in particolare la carenza di carico aerodinamico generato dal corpo vettura e che si è cercato di ovviare con varie configurazioni alari e del fondo: i risultati sono sotto i nostri occhi.

 

E il sospetto che il progetto fosse nato male a fronte di un motore fantastico, lo avevo già espresso in occasione del GP della Cina quando a Maranello già lo sapevano bene ed erano in tempo per sviluppare una versione “B” della scocca. Parafrasando Menenio Agrippa ( 494 a.C. ) quando braccia – piloti – e gambe – auto – non vanno la colpa è della testa: il trio Camilleri Binotto Elkann ha ampiamente dimostrato la sua incapacità nel gestire macchina, sviluppi, piloti e GP, quindi si spera che il CdA prende al più presto gli opportuni provvedimenti perchè di 2019 ne è bastato e avanzato uno.

 

 

*Pereunt et imputantur scolpito sotto l’orologio collocato nel 1864 nella facciata del Municipio di Palermo, sotto la statua di Santa Rosalia, è un “motto solenne che chiama ciascuno responsabile del tempo che perde”


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Massimo Scalzo